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Bioarchitettura: la casa dell'armonia

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LA TERRA E NOI

Pubblicato su "Lo Stilo" nel gennaio 2001

Ormai tutti noi lamentiamo quotidianamente le negative conseguenze, sul nostro stato psicofisico, della caotica vita di città e dello stress causato dal lavoro. Ma forse non tutti sanno dell’esistenza di un’antichissima arte cinese, il Feng Shui, che da circa tremila anni insegna a collocare le case, gli oggetti, l’arredamento nello spazio al fine di imbrigliare le energie positive (Sheng Qi) e neutralizzare quelle negative (Shar Qi).
Il Feng Shui, che letteralmente significa vento ed acqua, è la risultante del combinato disposto di diverse scienze e culture come il taoismo, il magnetismo, la geobiologia, l’astronomia e tutte quelle arti che fanno dell’armonia tra l’uomo e l’ambiente in cui esso vive, il loro elemento principale.
L’antica tradizione cinese, secondo la quale lo Yin e lo Yang rappresentano le opposte energie primordiali che si completano nella ricerca dell’equilibrio, afferma l’esistenza di misteriose forze in grado di influenzare notevolmente la vita degli esseri umani.
Tali forti flussi di energia, impercettibili tramite i comuni sensi, attraversano tutto l’universo; esempi ne sono le onde elettromagnetiche come le onde radio che, è stato calcolato, se potessero essere rese visibili riempirebbero lo spazio oscurandolo completamente. E’, del resto, sufficientemente intuitivo rendersi conto di come l’attuale progresso tecnologico abbia ingabbiato le nostre città in una fitta rete elettromagnetica.
Le scienze orientali distinguono, tra tali flussi energetici, quelli a valenza positiva e quelli, al contrario, a valenza negativa. I primi sarebbero fautori di armonia, benessere, abbondanza, mentre quelli negativi apporterebbero discordia, malattia e povertà.
Secondo i dettami del Feng Shui, dove Feng-vento sta per il soffio vitale che porta imprevisti miglioramenti all’esistenza e Shui-acqua sta per elemento che reca sollievo e benessere, l’ottimale disposizione di una casa, che permetta di utilizzare al meglio l’energia a nostro beneficio, consiste nell’edificarla possibilmente in un luogo che le consenta di avere una montagna, dei colli o, quanto meno, altre abitazioni alle spalle ed ai fianchi allo scopo di protezione. Inoltre l’ingresso dovrebbe essere posto al sud e di fronte dovrebbe esserci un corso d’acqua.
Per ciò che concerne la collocazione degli interni, sicuramente più agevole da attuare, bisognerebbe cercare di facilitare il fluire dell’energia negativa. Essa, infatti, ha sempre un andamento in linea retta, quindi oggetti con angoli o punte, ossia le cosiddette “frecce segrete”, possono avere lo sfavorevole effetto di catalizzare e ristagnare tale energia negativa. Sono, così, da evitare ostacoli, un eccessivo numero di mobili non adiacenti alle pareti, blocchi di porte, finestre, corridoi: tutti elementi che potrebbero, appunto, impedire il libero flusso delle energie.
Nel caso in cui la collocazione della porta d’ingresso o delle finestre sia prossima a grossi ostacoli inamovibili quali ponti, tralicci dell’alta tensione, edifici molto alti, questa antica arte ci indica come rimedio la sistemazione di una pianta nel punto interessato, attorno al cui vaso vi sia un filo di rame attorcigliato a spirale. In ogni caso è consigliabile mitigare l’elevato numero di spigoli con piante e specchi.
E’ estremamente importante la disposizione del letto e della scrivania. Per ciò che riguarda il primo, esso non deve mai essere rivolto con i piedi verso la porta d’entrata della stanza, la scrivania dello studio deve invece essere posizionata verso di essa per poter controllare chi entra.
Rilevanza hanno anche l’illuminazione che, rappresentando la vitalità di un ambiente, se naturale, deve entrare nella maggiore misura possibile, ed i colori le cui diverse tonalità, alcune Yin, altre Yang, devono essere sapientemente bilanciate.
Lillian Too, nel suo libro “Il Feng Shui” (Edizioni Tecniche Nuove), insegna a sfruttare al massimo le potenzialità di questa antica tecnica, allo scopo di raggiungere le mète prefissate. Ognuna di esse richiederebbe alcune metodiche particolari, ad esempio per favorire la ricchezza bisognerebbe posizionare piante e fiori in vaso nella zona sud-est della casa, mentre la presenza di un acquario aiuterebbe la carriera, e via dicendo.
Oggi un numero sempre maggiore di bioarchitetti e di professionisti della medicina bioenergetica affermano la diretta correlazione di disturbi quali stress, aggressività, dolori vari, insonnia, con le anomalie delle abitazioni. Molte compagnie occidentali, come la Citibank e la Shell, seguono i dettami del Feng Shui per disporre gli ambienti di lavoro al fine di neutralizzare l’influsso delle energie negative sugli affari.
Nonostante il fatto che questa arte così antica sia stata, nella Cina moderna, ostacolata come religione dal regime maoista, essa è ciecamente osservata dai rappresentanti dell’alta finanza di Hong Kong. Ha, inoltre, numerosi seguaci anche negli Stati Uniti ed in Europa.
Come abbiamo visto, il Feng Shui trae le sue basi da una scienza ancora più datata, la geobiologia, mediante la quale è possibile effettuare un check-up della propria casa, operando un’indagine sia strumentale (radioattività, radon, inquinamento elettromagnetico e chimico), che biofisica (nodi di Hartmann, radiazioni telluriche, anomalie geologiche, falde acquifere). A tal proposito è fondamentale l’apporto conoscitivo del geobiologo.
Il nostro stato di benessere è, quindi, strettamente legato alla salute delle case in cui viviamo: l’EPA (Ente Federale per la Protezione Ambientale) degli Stati Uniti ha valutato il danno sociale provocato dalle case con anomalie sugli abitanti, in circa un miliardo e mezzo di dollari spesi in cure mediche necessarie per i disturbi di tal genere.
Senza contare che in molte abitazioni la concentrazione di inquinamento supera di ben quattro volte quella relativa all’inquinamento esterno, costituendo, insieme ai veleni e alle radiazioni varie, una mistura estremamente nociva per la nostra salute.


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