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EPIGENETICA: ANTICA NUOVA SCIENZA

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Il nuovo settore della biologia i cui semi concettuali risalgono agli insegnamenti di Aristotele basati sull’epigenesi.
Pubblicato su Lux Terrae n.8 del gennaio-febbraio 2012

di Valentina Ivana Chiarappa

Il termine “epigenesi”, derivante dagli studi effettuati nel campo della biologia nel XVII secolo, si riferisce alla dottrina che afferma che le cellule embrionali si diversificano nelle varie e susseguenti fasi di sviluppo. L’origine di tale teoria si deve alla disputa nata in quegli anni tra i “preformisti” che pensavano che lo sviluppo di un organismo seguisse un piano prestabilito a monte ed esistente nell’uovo fecondato, e gli “epigenisti”, secondo i quali l’accrescimento dell’essere vivente sarebbe stato causato da elementi contenuti nelle dinamiche attinenti al medesimo sviluppo.
L’”epigenetica”, termine adottato per la prima volta nel 1942 dal biologo inglese Conrad Waddington, indica, dunque, quella parte della biologia che analizza le variazioni ereditabili nell’attività del genoma che avvengono senza mutamenti della sequenza di DNA.
Ma l’epigenetica ha una radice concettuale molto antica, avendo i primi fondamenti sulla credenza di Aristotele (384-322 a.C.) basata sul fatto che, a suo parere, lo sviluppo delle conformazioni organiche singole avviene a partire dal non formato.
Secondo la definizione elaborata dallo scienziato, esperto mondiale di epigenetica, Bruce Lipton, questa disciplina è: ”quella scienza che mostra che i geni non si auto-controllano, ma sono controllati dall’ambiente”.portata rivoluzionaria, sia dal punto di vista scientifico che sociale, di questa sorprendente scoperta consiste nel fatto che l’essere umano non può più considerarsi vittima dei propri geni provenienti dagli antenati, ma vero e proprio co-creatore della propria esistenza, dipendendo la sua stessa condizione ed il suo stato di salute dal proprio stile di vita che comprende in sé una serie di elementi come l’alimentazione, il sistema di credenze, i rapporti interpersonali, i traumi, ecc.
Se solo si considera che circa il 95% dei casi di cancro non ha origine genetica, si comprende facilmente l’importanza di approfondire seriamente tale scienza di frontiera i cui effetti vanno ben oltre l’aspetto genetico e medico per coinvolgere dimensioni coscienziali e persino spirituali.

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