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I prodotti delle api

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RIMEDI NATURALI

Pubblicato su "Stargate Magazine" nel marzo 2003

Sono derivati naturali, frutto del continuo operare dei piccoli insetti. Efficaci rimedi contro una moltitudine di disturbi in campo terapeutico e cosmetico.

È sufficiente informarsi sulla composizione dei prodotti provenienti dall’alveare, per rendersi conto della validità di quella che può essere considerata una vera e propria miniera di sostanze salutari. Sono principi attivi, quelli che le api estraggono dal mondo vegetale, elementi che a loro volta offrono nuovamente all’uomo per un sano benessere.
Il miele ad esempio, alimento che normalmente consumiamo quale dolcificante, si rivela anche essere un grande alleato della nostra salute. Questa sostanza è il frutto dell’elaborazione operata da questi insetti dal nettare e dei succhi zuccherini di fiori e piante, ed in quanto amalgama predigerito risulta facilmente assimilabile ed assorbibile dal sangue.
I componenti del miele – glucosio, fruttosio, polisaccaridi, enzimi, vitamine, Sali minerali, acidi, amminoacidi (elementi fondamentali delle proteine), ormoni, inibine - ne fanno un autentico farmaco naturale estremamente energetico, valido ricostituente per i convalescenti. Questo dolce rimedio attenua le affezioni dell’apparato digerente, cardiovascolare e delle vie respiratorie, oltre a risultare un efficace cicatrizzante e disinfettante. Le proprietà terapeutiche del miele sono correlate alle peculiarità della pianta o dei fiori dai quali esso deriva e sono garantite dalla sua origine assolutamente biologica.
Il polline ad uso alimentare è un’altra importante sostanza derivante dall’attività delle api. Volando di fiore in fiore, esse prelevano all’interno delle corolle i minuscoli granelli e mescolandoli alle loro secrezioni li trasformano in pallottoline che vengono poi raccolte nell’alveare. Il polline racchiude tutte le sostanze basilari per la vita contenendo ventuno amminoacidi, proteine, enzimi, vitamine, coenzimi, ormoni della crescita, sostanze minerali, zuccheri e altri elementi tutt’ora allo studio. Per tali caratteristiche questo integratore esplica una forte azione corroborante, antianemica (incrementa i globuli rossi ed il tasso di emoglobina), antianoressica, migliora la funzione intestinale ed il rendimento cerebrale, ed è efficace anche contro i disturbi alla prostata.
La pappa reale, altro derivato dell’alveare, come indica il suo nome costituisce il fondamentale nutrimento che alimenta le api regine per tutta la loro esistenza. Si tratta di una sostanza secreta dalle ghiandole ipofaringee delle api operaie e deposta nelle celle reali. La sua composizione (proteine, lipidi, vitamine, carboidrati ed elementi colinergici), la rende utilizzabile in tutti i casi di debilitazione e quindi nei bambini, nelle donne in gravidanza, negli anziani. Essa, per di più, agisce sull’apparato neuro-psichico donando ottimismo e vigore, sull’anemia senile, sul colesterolo, sul diabete e sull’ulcera duodenale. Per un uso esterno viene utilizzata per ammorbidire l’epidermide, attenuare la cheratosi e la seborrea cutanea. L’antibiotico naturale per eccellenza è rappresentato dalla propoli, prodotto la cui origine non è ancora del tutto chiara. Essa deriva da sostanze resinose e balsamiche, responsabili del caratteristico odore aromatico, che varia a seconda delle fonti di raccolta (pini, betulle, pioppi, ecc.), recuperate dai nostri infaticabili insetti sugli alberi ed impastate con saliva e cera.
Contiene minerali, vitamine, amminoacidi, polisaccaridi, acido folico e viene  impiegata (sotto forma di tintura madre o in grani) nelle malattie dell’apparato respiratorio, in quelle da raffreddamento, nelle influenze, ulcere, affezioni virali e cistiti.
Ma l’elemento della propoli sicuramente più attivo farmacologicamente e più studiato è rappresentato dai
flavonoidi, pigmenti abbondantemente presenti nelle gemme delle piante e sulle quali esplicano una potentissima azione antiparassitaria e antifungina protettiva.
Ed è proprio tale azione antimicrobica la peculiarità più nota di questo elemento, attiva anche su molte specie fungine patogene dell’uomo. Unica controindicazione è l’uso in pazienti allergici per la notevole quantità di allergeni contenuti nella resina delle piante.
Infine
la cera d’api, secreta dalle loro ghiandole addominali in seguito alla trasformazione chimica del nettare, trova valido uso in campo cosmetico, quale emolliente ed idratante e come calmante nei dolori reumatici, nell’artrite e nelle lombaggini.

P R E P A R A Z I O N I

Liquore di miele
il seguente alcolico costituisce un ottimo rimedio contro le influenze ed i raffreddori. Si prepara facendo sciogliere mezzo Kg. di miele di acacia (indicato nelle infiammazioni dell’apparato respiratorio) a bagnomaria. Una volta tolto dal fuoco mescolarlo ad un litro di acquavite e filtrare. Assumerne un bicchierino dopo i pasti.

Crema nutriente alla cera d’api
Sciogliere a bagnomaria 60 gr. di cera d’api bianca, 60 gr. di lanolina anidra e 240 gr. di olio di mandorle dolci. Aggiungere al composto 200 ml. di infuso di calendula portato alla stessa temperatura. Far bollire il tutto fino alla completa evaporazione dell’acqua e allontanare subito dal fuoco. Versare la crema raffreddata in barattoli di vetro con coperchio a vite, nei quali può essere conservata per circa sei mesi.


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