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I vaccini: la grande illusione

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IL DIRITTO DI SAPERE

Pubblicato su Stargate Magazine nel maggio 2003


La nostra immunità cambia irreversibilmente, ad ogni profilassi vaccinale. La situazione che tutti noi naturalmente possediamo dalla nascita, si modifica fino a determinare una dipendenza da  farmaci e composti, stabilendo nuove condizioni di debolezza cronica.

Nonostante gran parte di noi percepisca istintivamente una sensazione di repulsione rispetto alle vaccinazioni – consistenti nell’inoculazione di virus o batteri attivi o latenti resi inoffensivi, al fine di incitare l’immunità per una determinata affezione – sistematicamente, però, attuiamo tale pratica su noi stessi e sui nostri figli, senza neanche conoscerne la ragione, per il solo fatto che lo fanno tutti, o dietro consiglio del pediatra, o per non opporsi al sistema e non subire così le dovute conseguenze, o ancora, per timore delle ripercussioni della nostra scelta sulla salute dei bambini, ecc. In realtà, tutte queste costituiscono concause dipendenti dalla smisurata fiducia che riponiamo nella medicina ufficiale ed in ciò che i suoi rappresentanti ci raccomandano di fare, con la grave conseguenza di consegnare, totalmente, la nostra salute nelle loro mani.
Se, infatti, le autorità sanitarie rendessero pubblica la composizione dei vaccini, certamente nessuno di noi lascerebbe iniettare nella nostra prole componenti che non useremmo neanche contro i nostri più acerrimi nemici.

BREVE STORIA DEI VACCINI
Il primo a scoprire l’immunoprofilassi fu un medico inglese Edward Jenner, il quale nel 1796 inoculò ad un bambino di un anno e mezzo (certi testi dicono suo figlio) del pus estratto da bovini affetti da vaiolo. A quel punto cercando di infettare la creatura con del pus di vaiolo umano, la malattia non attecchì, lasciando presupporre la riuscita dell’esperimento. In seguito, tale pratica fu resa pubblica fino a diventare una prassi medica, nonostante i numerosi decessi ad essa conseguenti. Nel 1885 fu la volta di Louis Pasteur che ottenne il primo successo del vaccino di sua preparazione contro la rabbia, su un ragazzo morso da un cane. Il ragazzo guarì, il cane, che era sano e non affetto da rabbia, fu uno dei tanti che fornirono a Pasteur la possibilità di sperimentare sul loro sistema nervoso centrale la coltivazione del germe specifico, che comunque non si riuscì mai ad isolare. Da quella volta i vaccini vennero preparati con germi attenuati, quindi con una virulenza solo parzialmente diminuita.
Ma da allora il mito della vaccinazione, pur se edificato su approssimazioni, superstizioni e fandonie, è divenuto sempre più incrollabile e radicato nelle istituzioni sanitarie.

TOSSICITA’ GIUSTIFICATA
Qualsivoglia vaccino è costituito da una miscela di sostanze biologiche e chimiche, queste ultime notevolmente tossiche. I materiali biologici sono ottenuti da tessuti animali e non si conoscono, né ad oggi vengono indagate, le possibili conseguenze relative a rigetti dell’apparato immunitario umano, e neppure quelle correlate all’instaurarsi dell’amalgama genetico di virus, batteri e DNA umano. Per di più, sovente, il procedimento di duplicazione industriale di tali cellule comporta immensi patimenti per gli animali dai quali vengono tratte, fino ad arrivare alla loro agonia.
I vaccini si distinguono in due categorie: quelli prodotti da virus (virali), e quelli prodotti da batteri (batterici). In ambedue i casi, essi contengono alcune sostanze aggiunte, i cosiddetti additivi, che fungono da carrier
, conservanti, battericidi, fungicidi ed antinfiammatori. Tali sostanze, quali l’alluminio idrossido, la formaldeide ed il thiomersal sono ritenute altamente tossiche e cancerogene. Il thiomersal, in particolare, è un derivato mercuriale contenente il 50% di mercurio, definito dall’Agenzia per le Sostanze Tossiche americana terza sostanza per scala di pericolosità al mondo, in grado di produrre gravi danni cerebrali. Nel 1999 l’EPA (Ente americano per la Protezione dell’Ambiente) ha stabilito il limite massimo di thiomersal per chilo corporeo: 0,1 microgrammo; per comprendere la dannosità dei vaccini, basta considerare che ogni somministrazione vaccinale è 50 volte maggiore rispetto a tale soglia, e quella di più vaccini inoculati nella stessa seduta, normalmente effettuata ai bambini nei primi mesi di vita, la supera di molte centinaia di volte. In seguito a ciò la Food and Drug Administration (l’ente americano di controllo sui farmaci ed alimenti) ha ingiunto alle industrie farmaceutiche di togliere dal mercato entro settembre 1999 i vaccini contenenti thiomersal. Un esempio non seguito, purtroppo, dal nostro paese, dove il precedente ministro della Sanità, Veronesi, ha firmato il 15 giugno 2000 un decreto nel quale si impone alle ditte farmaceutiche l’immissione in commercio di vaccini senza mercurio solo dal 2007, e se la sua presenza non è giustificata dalla particolare tipologia del processo produttivo: una sorta di riserva.
Dalle vaccinazioni possono derivare complicazioni a breve termine (da un giorno a un mese dopo) quali allergie, febbre, edema, reumatismi, morte improvvisa del lattante, malattie acute del sistema nervoso, infarto da vaccino fra i trenta/quarantenni, epatite B, alterazione o morte del feto; complicazioni a medio termine (da qualche mese a qualche anno dopo): autismo, danni cerebrali, problemi mentali, leucemia, infezioni; complicazioni a lungo termine (dopo alcuni anni o alcune generazioni) quali squilibri dell’organismo, indebolimento del sistema immunitario, alterazioni del DNA, sclerosi a placche, leucemia, cancro, AIDS, sterilità, epilessia, morbo di Parkinson.

UN MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI VITA?
A differenza di ciò che ci hanno sempre lasciato credere le industrie farmaceutiche con le loro campagne pubblicitarie, diversi ricercatori conosciuti in campo scientifico hanno provato che le malattie epidemiche si estinguono o perdono la loro pericolosità nel caso in cui migliorino le condizioni generali di vita (cibo, igiene, calore, bonifiche ambientali, ecc.) Alla luce di tali fatti, la scomparsa di affezioni quali; lebbra, peste, colera, malaria, oppure la semplice innocuità dell’influenza o del morbillo, non vanno più attribuite ai vaccini, quanto alla globale evoluzione sociale. Ma tutto ciò ci è stato abilmente celato e le indicazioni in grado di farci valutare l’effettivo vantaggio della consuetudine in questione, sono state falsate ad arte, al solo scopo di ottenere l’interesse economico del sistema.

COSA C’E’ DENTRO
In effetti, è sufficiente riflettere sulla circostanza che chi trae un utile dalle nostre malattie difficilmente agisce al servizio del nostro benessere, ma più spesso produce cattiva informazione, così da renderci sempre più confusi, creando terreno fertile alle massicce campagne di vaccinazione. Il famoso immunologo dott. Ferdinando Aiuti in un’intervista di alcuni anni or sono (“La Stampa del 18/05/96) affermava che le vaccinazioni conducono ad un’alterazione del nostro apparato immunitario tale da impedirci di contrarre quella specifica malattia, ma da renderci più deboli rispetto alle altre. Ossia la nostra immunità cambia irreversibilmente, ad ogni profilassi vaccinale, diventando da aspecifica (o generale), che tutti noi naturalmente possediamo dalla nascita, a specifica, creando la dipendenza da farmaci ed integratori determinata, appunto, dalle nuove condizioni di debolezza cronica. Secondo alcuni ricercatori i vaccini potrebbero essere utilizzati anche allo scopo di ridimensionare o annullare del tutto la nostra idoneità a riprodurci, con la conseguenza di rendere la razza umana manipolabile da coloro che perseguono costantemente la sua oppressione. Tale manipolazione genetica – attuata già nel mondo vegetale attraverso i semi delle piante e applicata, poi, a quello animale al fine di gestire totalmente il processo riproduttivo – è oggi, secondo una corrente di pensiero vicina a questi ricercatori, utilizzata allo scopo di brevettare il genoma umano e renderci sterili per applicare, così, la riproduzione artificiale anche sull’uomo. Sono, inoltre, da tenere presenti i notevoli profitti che le multinazionali farmaceutiche traggono dalle vaccinazioni: ben un miliardo di dollari all’anno!
Le vaccinazioni, tra l’altro, hanno l’effetto di decimare le popolazioni, una selezione che può sembrare una sorta di genocidio mirato. E non dimentichiamo che i vaccini sono tutti sperimentali, vale a dire, ancora da studiare; ciò fa della vaccinazione una pratica utile per collaudare nuovi prodotti su un ampio campione di collettività. I vaccini derivano da una disciplina ormai superata e soprattutto pretestuosa; l’attacco che infatti subiamo dai virus e dai batteri, che in grandissimo numero coabitano all’interno del nostro corpo, non è responsabile del nostro stato di malattia, ma lo è la nostra incapacità, dovuta ad intossicazioni di vario genere (alimentazione, farmaci, inquinamento), di conservare una stabilità dinamica di tutti gli elementi. La distruzione di virus e batteri è, quindi, una pratica che avvantaggia solo chi produce i vaccini.

COME RIACQUISTARE LA LIBERTA’
È tutto così catastrofico o esiste una via d’uscita? Il primo passo per svincolarci dalla schiavitù impostaci dal sistema, è quello consistente nell’esaminare a fondo i dati dei quali siamo a conoscenza, e ciò è possibile solo grazie alla libera ed incondizionata circolazione di informazioni. In tal modo potremmo riacquistare il potere sulle nostre esistenze e sul nostro benessere evitando l’influenza che i medici, sacerdoti, politici hanno sempre esercitato su di noi, tenendoci nell’ignoranza.
Il secondo passo consiste nell’incremento della consapevolezza dell’eccezionale capacità di auto guarigione presente in ognuno di noi, la quale, oltre ad allontanarci dalle malattie, ci rende liberi dalla florida industria farmaceutica alla quale la medicina si è asservita.

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