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Il nonu

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RIMEDI NATURALI

Pubblicato su "No Comment" - anno II n.8 - luglio 2005  

Dalle Isole del Sud Pacifico, il farmaco naturale che da millenni viene utilizzato dai più antichi popoli. La sua riscoperta da parte della moderna ricerca scientifica.

Si tratta di un albero molto diffuso in varie aree del pianeta (Polinesia Orientale, India, Messico, Panama, Colombia, Venezuela, Caraibi, Florida, Indie Occidentali) il cui nome scientifico è Morinda Citrifolia.
Le capacità terapeutiche del Nonu, come viene comunemente chiamato, venivano utilizzate con successo già circa duemila anni fa in Cina durante la dinastia degli Han; inoltre i guaritori Polinesiani lo hanno considerato per più due millenni
il rimedio più efficace contro un gran numero di malattie.
La varietà migliore del Nonu, in quanto contenente un maggior numero di principi attivi, è quella che cresce nella terra inondata di cenere vulcanica molto nutriente delle isole di Tonga, Figi, Tahiti, Marquesas, Cook, Salomone, Samoa e Hawaii.
Di questa specie vegetale, considerata dalle antiche civiltà come la “pianta sacra”, “l’albero della cefalea” e “l’albero antidolorifico”, vengono utilizzate le foglie, le radici, le cortecce, i fiori e i frutti.

Cosa contiene
L’albero di Nonu raggiunge un’altezza che varia dai 3 ai 6 metri, possiede foglie di un verde molto intenso e dunque ricche di clorofilla, le quali venivano applicate dagli antichi sciamani polinesiani (i Kahunas), dopo essere state ammorbidite al fuoco, direttamente sulla pelle per sanare edemi, tumefazioni ed infezioni.
Il Nonu è ricco di vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi, alcaloidi benefici; le sue foglie e le sue radici contengono l’intera gamma degli aminoacidi, motivo per il quale i rimedi provenienti da questo eccezionale prodotto della natura, rappresentano forti integratori proteici.
Nel 1950 il dott. Ralph Heinicke della University of Hawaii iniziò lo studio dei fattori costituenti della Morinda Citrifolia e scoprì un alcaloide presente nel frutto, al quale diede il nome di proxeronina, un precursore della xerotonina molto più efficace di quest’ultima in quanto in grado di controllare il quantitativo di xerotonina prodotto e di espellere quello in eccesso. Ciò si traduce nella migliore efficienza delle proteine e in una più bassa sensibilità al dolore; la xerotonina, infatti, funge da antidolorifico agendo sulle endorfine. La mancanza di xerotonina, che normalmente viene attinta dagli alimenti ma che, per via del depauperamento dei terreni e dell’uso di concimi chimici, non è più presente in essi in quantità sufficienti, può provocare stanchezza, stati di malessere generale e insorgere di malattie.
Oltre a ciò nel frutto del Nonu è contenuta una sostanza nota come damnacantale, in grado di bloccare il proliferare di alcuni virus e le mutazioni cellulari relative alla formazione dei tumori.

A cosa serve
I tradizionali usi del Nonu si basano sul suo impiego quale antidolorifico, antinfiammatorio e sedativo anche nei casi si dolori cronici debilitanti (cefalee, dolori neuro-muscolari e delle articolazioni). Ma ricerche più recenti hanno provato che tale prodotto può essere utilizzato come regolatore della funzione cellulare e rigeneratore cellulare, come antibatterico su molti tipi di batteri quali E. Coli, come stimolante per la produzione delle cosiddette cellule T (utili per debellare le malattie) nell’apparato immunitario, come fattore di inibizione della crescita tumorale, come antiossidante (contiene la vitamina C e il selenio).
Tradizionalmente il Nonu viene utilizzato anche contro la sinusite, l’artrite, i disturbi della digestione, i raffreddori, l’influenza, i problemi mestruali, le ferite, le malattie cutanee, le cardiopatie, l’ipertensione, il diabete.
Vi è da rilevare che i fattori contenuti nel frutto del Nonu espletano la loro più alta azione terapeutica dopo due ore dalla loro assunzione ed iniziano a perdere la loro efficacia dopo quattro ore rimanendo, comunque, attivi anche dopo dodici ore. Dunque, per ricavarne il massimo giovamento, sarebbe utile assumere il Nonu (sotto forma di succo, capsule, tè, estratto) più volte al giorno in dosaggi scaglionati; è da ricordare che il prodotto risulta totalmente tollerabile.


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