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INTERVISTA A EMILIO DEL GIUDICE - seconda parte

interviste

Settembre 2013

Professor Del Giudice, Lei ha parlato di vuoto, allora Le chiederei: il vuoto esiste o non esiste?
Il vuoto secondo la definizione fisica è lo stato di minima energia di un oggetto, quello in cui ci sono solo le fluttuazioni spontanee e nient'altro, quindi esiste un contenuto energetico del vuoto, ovvero l'energia connessa con le fluttuazioni spontanee. Queste ultime si traducono nell'apparizione di potenziali elettromagnetici, a tal proposito c'è una cosa importante che fece spaventare Einstein: il potenziale si propaga nello spazio, senza implicare trasporto di energia,con la velocità con cui si propaga la fase, ma la velocità di fase può essere anche più grande della velocità della luce perché il limite di Einstein si riferisce alla velocità con cui si trasporta l'energia, se non si trasporta nessuna energia la velocità può essere qualsiasi, anche infinita. Ma se posso trasmettere in qualche modo un segnale fisico, in questo caso il potenziale, con la velocità di fase, si possono avere fenomeni che violano la causalità e questo spaventava Einstein, cioè posso stabilire una connessione tra oggetti. Einstein nel ‘33 fu il primo a definire con grande genialità le conseguenze di questo che si chiama paradosso di einstein-podolsky-rosen dal nome dei tre autori dell'articolo, il quale afferma che se la fisica quantistica fosse vera sarebbe possibile stabilire delle relazioni di connessione, nel gergo dei fisici entanglement, tra oggetti a grande distanza tra di loro violando quindi la causalità, cioè sarebbe possibile un’azione a distanza. Einstein, che credeva assolutamente nel principio di separabilità, nell'oggettività e nel fatto che fosse possibile isolare gli oggetti, concluse che la fisica quantistica non poteva essere giusta e che poteva essere solo un'approssimazione. Invece noi pensiamo che il fenomeno di  einstein-podolsky-rosen sia assolutamente giusto ma che sia errata la conclusione secondo cui la fisica quantistica non sarebbe vera. Non solo essa è vera, ma dimostra che sono possibili in natura fenomeni di azione a distanza del tipo di quelli ipotizzati per esempio da Jung su inconscio collettivo e telepatia che non corrispondono mai a trasporto di materia o di energia ma al trasporto di fase, quindi corrispondono a sensazioni non a descrizioni. Col potenziale non si possono trasmettere messaggi precisi, ma una sensazione, una presenza. L’entanglement corrisponde proprio a questa connessione, gli oggetti entangled sono oggetti che oscillano in fase tenuti in fase da un potenziale e non da un campo.

Proprio in riferimento al concetto di connessione, ci può parlare della nota legge di attrazione che riguarderebbe l’intero Universo?
Che l'Universo sia tutto entangled non corrisponde all'apparizione di forze, corrisponde al fatto che le oscillazioni delle parti dell'Universo, ognuna delle quali ha una sua indipendente giustificazione, si possono sincronizzare tra di loro anche a grande distanza. In questo senso si può parlare di legge di attrazione.

Diversi esperimenti ed anche una parte della nuova fisica dimostrano che il pensiero è un atto creativo molto più potente di quanto non si possa credere. A Suo parere, come il pensiero può influire sulla nostra realtà?
Il pensiero è un'attività collettiva del corpo con un forte coinvolgimento del cervello, è ancora da chiarire se il pensiero sia il prodotto del solo cervello o dell'intero corpo, io protendo per la seconda ipotesi: nessuno ha mai visto funzionare un cervello isolato, separato da un corpo, quindi il cervello dialoga col proprio corpo di appartenenza e dà luogo ad un'attività collettiva di cui una delle manifestazioni, non l’unica, è il pensiero. Ci sono, infatti, altre manifestazioni come le emozioni, la psiche, i sentimenti che non sono il pensiero ma che dal punto di vista fisico, in quanto oscillazioni, non sono distinguibili tra di loro. Se l’insieme di fenomeni psichico-emotivo-conoscitivi studiati da Freud, è riconducibile ad oscillazioni elettromagnetiche, evidentemente queste ultime sono agenti fisici capaci di azione sulla materia, Esiste un bel gruppo di esperimenti condotti a Princeton negli Stati Uniti dalla coppia Robert Jahn, ingegnere della NASA recentemente scomparso, e la sua compagna tuttora vivente, la biologa Irene Dan. Jahn pose questo problema: si sa che le oscillazioni di apparecchi elettromagnetici hanno un effetto sugli esseri umani e anche sul loro pensiero, basti pensare all'elettroshock, è possibile il contrario, cioè che il pensiero possa influenzare l'azione di apparecchi elettronici e modificarne le proprietà? Negli anni ’20, tra i pazienti di Jung vi era Pauli, uno dei fisici fondatori della fisica quantistica. Pauli aveva un pessimo carattere ed era molto disturbato psichicamente tanto è vero che era dovuto andare in terapia da Jung che lo aveva aiutato molto. Una caratteristica di questo suo disturbo era da un lato la genialità che gli faceva pensare delle cose incredibili, dall'altro uno strano effetto che è diventato noto come "effetto Pauli": ogni volta che lui entrava in un laboratorio, qualche apparecchio si guastava, un'unica volta accadde un guasto in laboratorio senza che  Pauli fosse presente, il direttore del laboratorio allora s'informò su dove si trovava Pauli nel momento del guasto, ed appurò che egli stava passando in taxi nella strada affianco all'istituto e quindi piuttosto vicino. Il  profluvio di segnali elettromagnetici che usciva dal corpo di Pauli era, quindi, in grado di guastare gli apparecchi elettromagnetici, allora Jahn e la Dan hanno cercato di affrontare questo problema, hanno preso una specie di computer, un random number generator, cioè una macchina che produce automaticamente sequenze di numeri, utilizzata spesso per le lotterie e che funziona da sola. Posizionate alcune persone affianco alla macchina, le si invitava a concentrarsi a loro piacimento su una sequenza di numeri più grande o più piccola, scrivendo su un pezzo di carta la sequenza scelta. I risultati dell’esperimento fecero osservare che c'era una debole connessione tra il desiderio della persona e la sequenza numerica elaborata dalla macchina, si trattava di una variazione dell'8%, ai limiti dell'errore statistico. Per forzare l'effetto, anziché un’unica persona, vennero presi gruppi di persone che si mettessero in fase tra di loro grazie all’ascolto di musiche particolari in grado di farle entrare in uno stato d'animo di meditazione collettiva. In questo caso l'effetto si rafforzava moltissimo e ciò indicò che esisteva una connessione tra l'attività del cervello umano ed il risultato di una macchina elettronica. C'è stato un altro esperimento di una mia amica biologa molecolare, Beverly Rubik, che le è costato il posto a Berkeley, in cui poneva la questione se una medium possa influenzare la velocità di crescita di una coltura cellulare di batteri; la risposta fu positiva, in presenza della medium si registravano variazioni che Rubik ha pubblicato. Questo può aiutare a capire il valore della psiche nella cura della patologia, ed il valore della preghiera, indipendentemente dal credere o non credere nella divinità; il fatto che questi esperimenti e la preghiera pongano una relazione tra due persone, alla luce del principio di indeterminazione di cui parlavo, facilita la riduzione dell'incertezza della fase e quindi la buona salute della persona.

Quindi, secondo Lei, la qualità dei nostri pensieri può portare l’umanità a sperimentare un mondo diverso?
Assolutamente sì, noi non riusciamo più a stabilire una coerenza tra esseri umani che, quindi, si riduce proprio perché nell'umanità si sta la lotta per l'esistenza: come posso risuonare con una persona se penso che questa mi possa imbrogliare o che possa farlo io? La lotta per l'esistenza stabilisce necessariamente una mancanza di coerenza tra le persone per cui questi benefici non possono manifestarsi, quindi la lotta è dannosa per la salute della specie umana.

Quindi, un nuovo modo di pensare può condurre l’umanità anche verso un sistema basato sulla cooperazione?
Certamente non danneggia, però dubito che da sola sia sufficiente perché purtroppo la spinta che riceviamo nei nostri comportamenti dalle necessità materiali di mangiare, bere, nutrirci, guadagnare, ecc. è così forte che può spegnere sentimenti più esili come l'amore e la passione. Certo, in casi estremi l’amore diventa una forza travolgente, però nella nostra epoca raramente questo ha possibilità di manifestarsi. È possibile che all'inizio della storia dell'umanità, quando la lotta per l'esistenza tra esseri umani non era forte, questi ultimi fossero così pochi che si dovessero proteggere l'uno con l'altro e probabilmente non si odiassero così fortemente, naturalmente la separazione era con il resto della natura da cui si dovevano guardare. Nelle grotte dove ci sono antiche pitture si osserva che stranamente queste ultime non si trovano in posti agevoli, ma su pareti lontanissime per cui è necessario arrampicarsi per disegnarle. Inoltre si osserva che esiste una connessione tra le proprietà fisiche della roccia su cui stanno i dipinti e la natura del dipinto; per esempio,  in tutte le circostanze, le rocce su cui ci sono i dipinti sono amplificatori acustici in un determinato intervallo di frequenze e l'intervallo di frequenza in cui c’è l’amplificazione è sempre connesso con la natura del dipinto. Per esempio, la roccia sulla quale sono dipinti i buoi amplifica i suoni bassi (pensate alla voce del bue composta da suoni bassi), quella dove sono dipinti i cavalli amplifica i suoni alti (come il loro nitrire). Allora si può pensare che questa tecnica delle pitture rupestri servisse all'inizio per attirare gli animali in luoghi poco agevoli per loro, in maniera che li si potessero catturare in quanto a quell'epoca gli archi e le frecce non erano stati ancora inventati, quindi l'animale poteva essere catturato solo alla base di un corpo a corpo con l'essere umano. Dunque, l'idea era di attirare l'animale in un posto dove lui si potesse muovere poco, ad esempio una grotta, e gli esseri umani fossero in gran numero e riuscissero ad abbatterlo. A ben vedere, si tratta di un esperimento di telepatia: si prendono le persone più dotate che per concentrarsi debbono dipingere la figura dell'animale sulla parete perché devono essere in fase, coerenti tra di loro per agire. Inoltre esse si tengono in fase probabilmente imitando la voce dell'animale, ecco perché la roccia deve amplificare quel suono; come risultato l'animale viene attirato e catturato da altri, non da loro, quindi c'è una prima divisione della tribù in uomini vigorosi, che sono i guerrieri, e in esseri umani, in prevalenza probabilmente donne, che sono gli sciamani il cui compito è quello di attirare. Questo è un esempio di coerenza tra esseri umani che facendo quest'esperienza avvertono delle sensazioni mai sentite prima, molto piacevoli, sensazioni orgastiche, e quindi dopo un po', a parte per la caccia, cominciano ad eseguire queste cerimonie fini a se stesse: è nata l’arte, la religione, le esperienze spirituali. Non solo, è nata anche una forma di terapia perché se una persona malata viene messa all'interno di un insieme di persone in fase guarisce. La coerenza di tanti cervelli vuol dire che questi cervelli oscillano tra la configurazione in cui stanno normalmente e una configurazione eccitata, cioè entrano in stati alterati di coscienza, così facendo esplorano parti sconosciute di sé. Da ciò è nata l'intelligenza umana, ma quando ciò avviene si perde la coerenza perché la persona diventata intelligente pensa ai fatti propri e si separa. Questo può essere un modo per comprendere il peccato originale: prima le persone erano in coerenza e stavano bene, poi sono diventate intelligenti, hanno perso la coerenza ed è nata la patologia. Dunque, l'effetto collaterale dell'acquisto dell'intelligenza è la possibilità di ammalarsi.

Ci sono altri fenomeni in natura, oltre a quelli di cui abbiamo parlato, dai quali si può apprendere l’esistenza della coerenza?
Sì, ne esistono in effetti molti, uno è quello rappresentato dalle transizioni di fase grazie alle quali la materia passa dallo stato gassoso a quello liquido e a quello solido con transizioni discontinue, cioè la transizione non avviene con continuità ma arrivato ad una certa temperatura il sistema salta: il passaggio tra il vapor d'acqua ed il liquido avviene istantaneamente in modo discontinuo. Esiste un fenomeno, di cui si è parlato recentemente, che è quello della fusione fredda consistente nel fatto che si prende un insieme di nuclei piccoli, leggeri e si fondono dando luogo ad un nucleo somma, ciò libera dell'energia. Invece, considerando nuclei pesanti avviene l’opposto: si libera dell’energia se si spezza un nucleo, ciò è connesso con le proprietà della fisica nucleare. La difficoltà di trattare un insieme di nuclei è che questi ultimi sono tutti carichi positivamente; per fondere due nuclei è necessario avvicinarli ma essi si respingono per via della loro uguale carica elettrica. È vero che le forze nucleari sono un milione di volte più intense delle forze elettriche, ma sono a corto raggio d'azione, ossia, perché si sentano le forze nucleari i due nuclei si devono avvicinare moltissimo. Prima di questa distanza critica si sentono solo le forze elettriche le quali, saranno pure deboli, ma sono le sole ad agire e quindi respingono. Dunque, si pone il problema come far fondere i nuclei, di come farli avvicinare, allora la prima soluzione, come sempre nella nostra civiltà, è quella di usare la forza: i nuclei vengono dotati di velocità grandissima, prendono la rincorsa, acquistano una tale energia cinetica da sormontare la repulsione elettrostatica dei nuclei, arrivano a contatto e fondono e questo è ciò che si fa nella bomba H in cui l'energia necessaria per far correre i nuclei è data da un'esplosione di una bomba atomica. Si fa esplodere una bomba atomica, i nuclei di deuterio (idrogeno pesante) acquistano una tale velocità che sorpassano la repulsione e fondono perché l'energia cinetica media all'interno di un insieme si chiama temperatura. La temperatura critica per avere la fusione nucleare in un insieme gassoso di nuclei è sull'ordine di alcune decine di milioni di gradi e quindi si capisce che il problema non è stato ancora risolto in quanto, ovviamente, per le applicazioni pacifiche non si può far esplodere una bomba atomica. Nel 1989 arrivano due chimici, Fleishman e Pons, che annunciano di aver realizzato, spendendo poche decine di migliaia di euro, la fusione di deuterio non nello spazio vuoto, come tentato dagli altri, ma all'interno di un metallo, il palladio. Caricando questo metallo di idrogeno pesante (il deuterio) fino a quando questo caricamento supera una soglia, i nuclei, anziché respingersi, volano l'uno tra le braccia dell'altro, l’odio universale si trasforma in amore universale e c'è la fusione. Pensate a coloro che finora hanno speso senza risultato miliardi di euro nel progetto della fusione calda promettendo il 2030 come data in cui si saprà appena se il problema sarà risolvibile. Giuliano Preparata ed io abbiamo proposto questa soluzione: il metallo è una sostanza caratterizzata dal fatto di avere numerosi elettroni liberi, questi elettroni liberi sono carichi negativamente e possono diventare coerenti tra di loro formando delle palle di elettroni che stanno tra i nuclei di idrogeno pesante. Quindi, abbiamo due idrogeni carichi positivamente ma in mezzo c'è una carica negativa che li attrae, avvicinandosi possono superare la densità critica della coerenza e quest'insieme di cariche positive forma un insieme coerente che ovviamente diminuisce la sua energia rispetto allo stato non coerente, la diminuisce tanto più quanto più alta è la densità cioè quanto più si avvicinano, per usare un'espressione della fisica americana like, likes, like. Ossia, mentre al livello di insiemi non coerenti prevale l'odio tra simili e l’attrazione c’è tra dissimili cioé tra cariche positive e cariche negative (la legge generale dell'elettrostatica è che i simili si respingono ed i dissimili si attraggono) invece qui avviene l’opposto e se ci pensate ciò avviene sempre in biologia perché ad esempio un tessuto è un insieme di cellule che stanno insieme ma anche le cellule sono oggetti carichi, precisamente hanno una carica elettrica negativa sulla superficie. Dunque, perché non si respingono? I biologi affermano che esistono delle molecole, chiamate molecole colla, che tengono legate le cellule tra di loro. Queste molecole colla non sono mai state individuate realmente, ma noi abbiamo un'altra spiegazione che è la coerenza la quale, tra l’altro, spiega anche perché i tessuti stanno insieme nonostante siano tutti carichi negativamente. La regola è che tutto dipende dalla coerenza: un insieme di cariche positive si respinge finché prevale la legge dell’interazione di coppia che avviene all'interno di densità basse ma quando la densità supera una certa soglia, le cariche invece di respingersi si attraggono ed ecco la fusione. Con Giuliano Preparata abbiamo realizzato a Frascati una sperimentazione di cui hanno parlato alcune trasmissioni su Rai News in cui è stata utilizzata una struttura metallica composta da sottili nastri di metallo messi in forma, si dice in gergo bustrofedica, cioè come i solchi lasciati dal bue quando traina l’aratro. Questi nastri di metallo sono lunghi 1 metro, hanno una larghezza di 50 micron e uno spessore di 2 micron in modo che la corrente elettrica che circola sia la più bassa possibile per non disturbare la coerenza, in quanto per caricare il metallo usavamo una tecnica che consisteva nel dare un alto voltaggio senza che quest’ultimo producesse corrente. Il risultato finale è che quando riuscivamo a caricare (cosa che avveniva facilmente per la sottigliezza della struttura) al di là di una certa soglia, si produceva un'energia eccezionale che è testimoniata dal fatto che un tratto di filo si è addirittura vaporizzato. Considerate che la struttura è formata da fili di palladio ed il palladio vaporizza a 3000°, dunque, si era raggiunta tale elevatissima temperatura che non è chiaramente producibile, come invece affermano gli scettici, grazie alla piccola corrente elettrica di milliampere che passava per questi fili.

Nel libro "Il tempo che finisce" sono riportati i dialoghi tra il fisico David Bohm ed il maestro indiano krishnamurti che dissertavano sull’idea di "tempo" , qual è il suo concetto di tempo?
È una domanda complicatissima, richiederebbe una lunga discussione perché c'è il tempo misurato dall'orologio nello spazio vuoto ed il tempo misurato nella materia o, meglio ancora, nella materia vivente. Nello spazio vuoto gli avvenimenti accadono con tale lentezza e con tale riproducibilità che non si può definire un istante iniziale. C'è un istante iniziale quando il processo comincia; per esempio la data di nascita di una persona, che quest’ultima non può spostare purtroppo, dice quando la persona è nata cioè quando è cominciata la sua vicenda e quando finirà. In questo caso noi non siamo più liberi di far scorrere il tempo, ossia perdiamo la libertà di traslare nel tempo gli avvenimenti perché gli avvenimenti, quando questo accade, acquistano una storicità. Questo vuol dire che il tempo cambia scorrendo, cioè non è sempre uguale a se stesso come il tempo di un protone. Se invece cominciamo ad entrare, per esempio, all'interno del mondo della coerenza, dove i processi hanno un inizio ed una fine cioè nascono nel momento in cui si producono quelle condizioni ambientali, come la densità, e spariscono quando quelle condizioni ambientali cessano, è possibile definire un tempo e questa è la differenza tra coloro, come Krishnamurti, che si sono interessati del tempo ed i fisici della materia elementare come Einstein. Per i secondi il tempo è qualcosa di sempre identico a se stesso per i primi no, il tempo ha un'origine e una fine, può accelerare, può rallentare e questa è la fondamentale differenza perché una delle caratteristiche della coerenza è che si perde la libertà di traslare nel tempo. Tra l’altro la coerenza rende possibile il fatto che la realtà abbia una storia.

Il concetto di "qui ed ora" che le antiche culture affermavano, secondo Lei ha una rilevanza?
Ha una rilevanza quando l'individuo nasce, mentre la perde quando l’individuo, attraverso il potenziale elettromagnetico, ovvero la fase, può mettersi in contatto con il resto dell'universo. Studiando la relatività, una delle caratteristiche del superare la velocità della luce è quella di andare indietro nel tempo, superando tale velocità, quindi, una persona può entrare in rapporto di fase con Giulio Cesare e allora il "qui ed ora" si perde perché nell’essere attuale della persona entrano e diventano entangled fenomeni accaduti in altre epoche, sia passate che future. Questo può gettare luce sul fenomeno delle costellazioni familiari in cui un soggetto entra in contatto empatico, quindi in contatto emotivo e non fisico, con i suoi antenati.

Cosa pensa dell’informazione sulla"vera conoscenza"? Lei crede che esistano degli interessi che spingono affinché l’umanità sia mantenuta nell’ignoranza rispetto alla natura dell’uomo?
Purtroppo sì perché viviamo ancora in una società fondata sulla lotta di ogni essere umano nei confronti di ogni altro, lotta per la sopravvivenza, lotta di classe, lotta su basi economiche e così via. Questo esclude l'esistenza di un rapporto coerente tra gli esseri umani e può essere non estraneo al fatto che si verifichi la patologia. Cioè l'esistenza di malattie è il prezzo che si paga per avere una società fondata sulla concorrenza e sulla competizione. Per una transizione di fase occorrerebbe, come accade nelle transizioni di fase vapore-liquido o liquido-solido, che si formi un germe esteso abbastanza da attrarre a sé tutti gli altri esseri indipendenti e obbligarli a risuonare tra di loro. Questo potrebbe succedere se si stabilisse un qualche fenomeno collettivo, talvolta accade nella storia dell'umanità quando si verificano i grandi movimenti sociali nei quali tante persone risuonano tra di loro, non importa su quale argomento; allora effettivamente succedono i miracoli, cioè le esigenze della lotta per l'esistenza vengono ignorate e la gente è disposta a morire e a dare la vita per una causa comune. Se un giorno dovesse succedere questo, e spero che succeda, allora può darsi che avremo una vera transizione di fase per l’umanità.

Grazie professor Del Giudice per averci concesso questa intervista e Le auguriamo buon lavoro.


Laureato in Fisica e specializzato in Fisica Teorica e Nucleare, Emilio Del Giudice ha ricoperto diversi incarichi presso l’Università di Napoli tra i quali quello di Professore incaricato. Ricercatore presso diversi istituti di ricerca, quali l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’International Institute di Biophysics (Germania), il CERN di Ginevra ed altri, il noto scienziato ha legato il suo nome a quello dell’altrettanto suo illustre collega Giuliano Preparata con il quale ha svolto rilevanti ricerche sulla fusione fredda e sulla memoria dell’acqua. Suoi settori di ricerca sono la fisica delle particelle elementari, della materia condensata e dei sistemi biologici. Ha all’attivo parecchie pubblicazioni scientifiche ed è rinomato ospite presso trasmissioni televisive e convegni nazionali ed internazionali.

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