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L'occhio di tigre

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EVOLUZIONE E CRISTALLI

Pubblicato su "Stargate Magazine" nell'aprile 2003

Concentrato della forza tradizionalmente legata al pianeta Mercurio, la pietra che con le sue vellutate e solari striature infonde volontà e coraggio, nonché stabilità emotiva.

Anticamente deputata alla protezione questa gemma veniva considerata alla stregua di un amuleto. Secondo una remota tradizione indiana,  l’occhio di tigre veniva posto dalle donne tra gli abiti dei loro figli allo scopo di salvaguardarli da rischi e avversità.
Le calde, dorate ed iridescenti sfumature della pietra ricordano (da qui il suo nome) gli splendenti e magnetici occhi dei felini striati. Questo cristallo rappresenta la sottile energia maschile ed è impiegato, nel rispetto di una vecchia consuetudine del nord  Europa, come talismano nel gioco, per via del principio di risonanza secondo il quale il suo colore oro richiama questo minerale.

LE QUALITA’ CHIMICO-FISICHE
L’occhio di tigre è una varietà di quarzo la cui peculiarità è costituita dalle inclusioni di crocidolite (una tipologia di asbesto appartenente alla classe dei silicati dal caratteristico aspetto fibroso) alteratasi con formazione di ossido di ferro. Tali filamenti sono collocati in modo parallelo e concentrico e le loro gradazioni di colore sono responsabili del caratteristico fenomeno ottico di iridescenza chiamato “gatteggiamento”. Questo effetto è maggiormente osservabile esponendo la pietra ad una fonte di luce diretta.
I giacimenti dai quali si estrae l’occhio di tigre sono quasi totalmente collocati in Africa, in particolare in Sudafrica, nel Botswana, in Mozambico e nel Lesotho.
Per la sua luminosa e setosa bellezza, questa gemma viene soventemente utilizzata in gioielleria ed in bigiotteria.

LE PROPRIETA’ TERAPEUTICHE
L’occhio di tigre è un cristallo da portare sul III° chakra, il centro energetico del plesso solare posizionato sull’ombelico, sede della personalità, del pensiero e dell’elaborazione della forza. Tale punto è correlato al sistema digestivo, in particolare al pancreas.
Il cristallo in oggetto, collocato nella suddetta posizione è in grado di trasformare  in effettivo programma le opinioni creative, di concretizzare e rendere pratiche le idee, grazie alla fusione che esso opera delle due vibrazioni del marrone (che rappresenta la forza di volontà terrena) e dell’oro (simbolo di energia solare creativa).
L’occhio di tigre, inoltre, lavorando anche sull’equilibrio emozionale (II° chakra), può essere utilmente impiegato nei casi in cui non riusciamo ad esternare i nostri sentimenti i quali, non trovando sbocco, possono essere causa di stanchezza malumore e sfiducia.
Dona, quindi, sicurezza e fiducia, oltre ad essere efficace per frenare gli stati di ansia, di stress e per conciliare la meditazione. È in grado, infondendo un forte senso pratico e capacità analitica, di fornire il corretto approccio obiettivo necessario per valutare in maniera globale gli eventi che l’esistenza ci propone, aiutandoci così ad eliminare la paura ed i blocchi.
Dal punto di vista organico, l’occhio di tigre viene tradizionalmente adoperato quale rimedio preventivo per problemi alla vista, ma trova frequente uso in cristalloterapia per alleviare i disturbi al fegato dovuti a rabbia repressa e quelli alla cistifellea.


IL BUON CONSIGLIO

Il seguente esercizio può essere eseguito, per circa 15 minuti al giorno, quando si avverte il timore di non riuscire a superare particolari momenti di stress o determinati traumi. Nella solita posizione sdraiata, in penombra ed in silenzio, porre un cristallo di occhio di tigre sull’ombelico e due quarzi ialino ai lati del capo con le punte rivolte verso di noi affinché possano richiamare energia verso la nostra persona e potenziare gli effetti dell’occhio di tigre. Respirare profondamente e focalizzare la propria attenzione sul flusso energetico in entrata dalla testa che, attraversando il nostro corpo, si trasforma in coraggio e controllo all’altezza del plesso solare.

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