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La nuova medicina del dott. Hamer

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MEDICINE NON CONVENZIONALI

Pubblicato su "No Comment" - anno II n.12 - novembre 2005  

Basata sulla correlazione tra psiche ed insorgenza della malattia, la teoria del pionieristico medico tedesco che ha sconvolto il tradizionale approccio diagnostico e terapeutico. Le sconcertanti reazioni del mondo della medicina classica

La storia di questo brillante e determinato medico prende un nuovo corso dal momento in cui egli subisce un grave trauma emotivo in conseguenza della morte di suo figlio. Probabilmente molti di noi ricordano la vicenda avvenuta nell’estate del 1978 riguardante la morte di un ragazzo gravemente colpito in barca nei pressi della Corsica da un colpo di fucile sparato accidentalmente dal principe Vittorio Emanuele di Savoia.
Qualche settimana dopo il decesso di suo figlio, seguito a quasi tre mesi di agonia, Hamer si ammalò di cancro ai testicoli. Quale primario in ginecologia nella clinica oncologica universitaria di Monaco, egli cominciò a sospettare l’esistenza di un nesso tra lo shock emotivo da lui subito e la comparsa del tumore; intraprese così una sorta di indagine sui suoi pazienti e scoprì che, di fatto, ognuno di loro aveva subito nei mesi precedenti all’apparizione del cancro un grave evento traumatico.
La scoperta di questa importante “legge ferrea del cancro” (come lo stesso Hamer la chiamò), nonostante sia stata riconosciuta da validi medici, ricercatori e dall’università di Trnava in Slovacchia, gli costò nel 1986 la radiazione dall’albo dei medici e nel 1997 un anno di prigione; tutt’ora il medico tedesco sta scontando una pena di tre anni in un carcere francese. Alla luce di tali fatti è più che evidente quanto questo personaggio rappresenti un ostacolo agli enormi interessi economici e di potere che caratterizzano determinati ambiti medici ufficiali.

Le cinque leggi della Nuova Medicina
Secondo la teoria di Hamer, la malattia costituirebbe la giusta risposta del cervello ad un trauma esterno e farebbe parte di un programma di sopravvivenza della specie. Una volta risolto lo shock, il cervello invertirebbe l’ordine ed il soggetto malato metterebbe in atto la fase di riparazione del danno fisiologico.
Questo processo si svolgerebbe rispettando cinque particolari leggi. La prima
di queste afferma che ogni malattia è provocata da un trauma emotivo che coglie il soggetto impreparato, trauma che quest’ultimo vive in solitudine e senza sapere come risolvere. La gravità del trauma ed il tipo di emozione provata, stabiliscono l’area del cervello interessata, l’organo fisico correlato e l’importanza della malattia, secondo l’unicità mente-cervello-corpo.
La seconda
legge sostiene l’esistenza di due fasi della malattia: la prima, detta fase di simpaticotonia (in quanto entra in azione il sistema simpatico) consiste nella reazione a livello psichico, cerebrale e fisico nei confronti del trauma, reazione che sotto l’aspetto organico si risolve nella creazione di una massa, o di buchi (lisi), o nel bloccare una funzione. La seconda fase detta di vagotonia (in quanto entra in azione il sistema parasimpatico, ovvero vago) è quella di riparazione, ossia di recupero: lo stress diminuisce e sia a livello cerebrale che fisico, vi è una rivitalizzazione ed una ricostruzione. La terza legge afferma che i meccanismi che stanno alla base delle patologie si rifanno a comportamenti biologici che risalgono all’apparizione della prima cellula sulla Terra e che, dunque, tutte le malattie mostrerebbero uno sviluppo in linea con le cinque leggi. Secondo la quarta legge i microbi, a differenza di quanto normalmente si pensa, sarebbero utilissimi nella fase di riparazione e si attiverebbero secondo l’ordine loro impartito dal cervello, provocando infiammazioni e febbri necessarie per il recupero. La quinta legge, infine, afferma che tutti i comportamenti e le patologie dell’uomo sono causati da specifici programmi speciali di sopravvivenza inscritti nel cervello sin dalla notte dei tempi; in quest’ottica, dunque, la malattia costituirebbe la soluzione biologica del cervello finalizzata alla sopravvivenza dell’individuo.
A livello pratico, il trattamento secondo il metodo del dottor Hamer, si estrinseca nel coadiuvare il paziente per mezzo della psicoterapia affinché egli possa risolvere il conflitto emotivo causa della patologia, oltre che nell’adozione di una corretta alimentazione e di integratori alimentari.


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