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La salvia

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RIMEDI NATURALI

Pubblicato su "Stargate Magazine" nel giugno 2003

IL SUO NOME DERIVA DALLA PAROLA LATINA “SALUS” OSSIA SALUTE, L’ANTICA SCUOLA MEDICA SALERNITANA LA DENOMINANA “SALVIA SALVATRIX” MENTRE PER I GRECI ERA L’”ERBA SACRA”. L’UMILE PIANTA DA SEMPRE CONSIDERATA UN’AUTENTICA PANACEA.

Questa erba conosciuta e di uso comune, appartiene alla famiglia delle labiate e cresce spontaneamente nelle regioni mediterranee del nostro paese. Essa possiede foglie lanceolate opposte e pelose, fiorisce in giugno con fiori blu-violacei e sprigiona, come il rosmarino, un penetrante e caratteristico aroma canforato. Decantata per le sue proprietà terapeutiche da Ippocrate e Galeno, nel Medioevo si riteneva, in un eccesso di fiducia, che chi coltivasse la salvia nel suo giardino non potesse morire. In effetti, le sue virtù curative, conosciute già dagli antichi romani, sono numerose e si rinvengono soprattutto nella varietà conosciuta con il nome di “salvia officinalis” contenente flavonoidi, sostanze tanniche, acido organico, acido rosmarinico, saponina ed olio essenziale (composto da borneolo, canfora, cineolo e tuione). Proprio di quest’ultimo, è stato recentemente individuato, come risultato di diverse analisi farmacologiche eseguite, l’effetto antibatterico rispetto allo streptococco emolitico.

Peculiarità terapeutiche

Un ottimo rimedio in diversi casi. La salvia per via dei suoi principi amari, rappresenta un buon tonico- aromatico per un’efficace ed intensa azione di stimolo sulle secrezioni biliari e pancreatiche e contribuisce, quindi, a migliorare il processo della digestione. Inoltre svolge un effetto tonificante sul sistema nervoso sia attraverso l’azione di alcuni componenti chimici sia attraverso la stimolazione delle terminazioni olfattive secondo i meccanismi propri dell’aromaterapia rinvigorendo i soggetti debilitati fisicamente e mentalmente. Utile in alcuni casi di alterazione della flora batterica intestinale, come si osserva in trattamenti protratti con antibiotici, oltre ad avere un effetto stimolante sulla digestione, essa inoltre – come risulta da una folta raccolta di testimonianze di medici che realizzò, a suo tempo, Gherard Madaus (medico botanico tedesco degli anni ’30), e come confermato dall’attuale scoperta nella sua composizione di un estrogeno – costituisce un eccellente regolarizzatore nei confronti del flusso mestruale. Viene utilizzata anche nelle affezioni dell’apparato respiratorio per la sua azione balsamica ed espettorante e quale febbrifugo. Per via del suo effetto antisettico, la salvia trova impiego anche quale collutorio nei casi di infezioni della bocca e della faringe, di epistassi gengivali, di funghi del cavo orale, di afte e nelle tonsille. In alcune preparazioni per uso topico viene utilizzata, opportunamente sfregata, per rinforzare le gengive, sbiancare i denti e combattere la carie.
È bene tener presente che l’abuso di questa pianta può provocare gravi disturbi dovuti all’accumulo di alcune componenti nocive contenute nella sua essenza. Il suo uso prolungato è controindicato quindi agli ipertesi, agli epilettici ed ai soggetti che soffrono di insonnia. Il consumo di salvia è, inoltre, sconsigliato alle donne in gravidanza o in allattamento.

P R E P A R A Z I O N I

COLLUTORIO PER GOLA E GENGIVE
Porre in 100 ml. di acqua bollente 4 gr. di foglie secche di salvia, dopo una decina di minuti filtrare ed utilizzare, una volta raffreddato l’infuso, per gargarismi e sciacqui del cavo orale.
TISANA PER LA DIGESTIONE

Mettere in infusione in una tazza di acqua bollente un pizzico di fiori di camomilla, un pizzico di fiori di menta e tre foglie di salvia. Dopo cinque minuti filtrare ed assumere alla fine di ogni pasto.
DECOTTO PER CAPELLI LUCIDI E MORBIDI

Far bollire 250  gr. di foglie secche di salvia in un litro di acqua per 15 minuti, lasciar riposare per 48 ore agitando ogni tanto. Filtrare ed aggiungere al decotto 250 gr. di rum. Con questa lozione sciacquare i capelli ogni 2-3 giorni.


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