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La terapia del suono

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MEDICINE NON CONVENZIONALI

Pubblicato su "No Comment" anno III n.23 ottobre 2006


Sviluppatasi negli ultimi due decenni, la sonoterapia, appartenente alle tecniche curative vibrazionali, rappresenta un innovativo metodo in grado di trasformare la struttura cellulare.

Il suono rappresenta una forma frequenziale, ossia una vibrazione trasmessa elasticamente attraverso l’aria che produce sull’orecchio una specifica sensazione. Ma il suono, generando appunto una varietà di frequenze, non crea effetti solo sugli organi preposti all’udito ma, come vedremo, anche su altre strutture.
La sonoterapia nasce dall’osservazione degli effetti terapeutici causati dai suoni sull’organismo, evento che avviene grazie all’azione modificatrice che le frequenze sonore sono suscettibili di provocare sull’organizzazione delle cellule e dei sistemi viventi.


La Cimatica
Le iniziali sperimentazioni riguardanti la relazione esistente tra il suono, la forma ed i sistemi viventi, furono effettuate dallo scienziato svizzero Hans Jenny nell’ambito della Cimatica ossia lo studio delle forme d’onda, approfondito dallo studioso nel 1967. La Cimatica illustra in modo sensazionale il rapporto tra forma e frequenza, rapporto che rappresenta l’origine di tutte le cose esistenti. Anche la Fisica ormai ammette che qualsivoglia forma minerale, vegetale o animale è il risultato di legami energetici, i quali assumono una determinata forma, in quanto ordinati armonicamente in base alla frequenza dell’energia di base. Infatti, più ci si avvicina all’infinitamente piccolo e più la materia si trasforma in energia (pensiamo agli atomi, ai quark), mentre più si va nell’infinitamente grande e più l’energia, grazie a legami armonici, diventa visibile, ossia si trasforma in materia solida percepibile dai nostri comuni sensi. Hans Jenny ha scientificamente provato che ogni materiale sotto l’azione di una vibrazione specifica assume una particolare forma strettamente correlata alla frequenza d’onda alla quale è stato sottoposto. Effettuando la trasmissione del suono, sotto forma di una frequenza analizzata da un monitor, attraverso elementi facilmente plasmabili quali acqua, gesso, olio e sabbia, egli scoprì che si producevano sui materiali utilizzati determinate forme geometriche generate dal suono solo durante il periodo di emissione sonora. Ad ogni frequenza corrispondeva uno specifico disegno, basse frequenze producevano forme elementari, mentre quelle più alte producevano figure sempre più complesse. Altre frequenze ancora generavano forme somiglianti a cellule viventi o a complessi organismi, quest’ultima osservazione portò Jenny a considerare il fatto che suono e vibrazione sono in grado di partecipare alla formazione delle strutture ordinate della natura; dunque questi strumenti potrebbero essere utilizzati per modificare terapeuticamente le strutture vibratorie e fisiche dei sistemi viventi.


Uso terapeutico del suono
Uno degli sperimentatori della sonoterapia è stato in Inghilterra, il dr. P.G. Manners il quale scoprì che diverse condizioni cliniche subivano un rilevante miglioramento proiettando ultrasuoni a determinate frequenze su specifici punti di agopuntura del corpo.
È un fatto che nell’ultimo decennio vi sia stato un vasto uso dei vari ritmi sonori per stimolare il rilassamento ed esperienze meditative, attraverso la diffusione delle cosiddette “macchine del cervello”, ossia attrezzature formate da occhiali ricoperti da diodi luminosi e da un set auricolare; gli stimoli uditivi e visivi generati dal macchinario spingono gli utilizzatori in una realtà virtuale allucinatoria. Ad esempio selezionando l’apparecchio sul ritmo
alfa (frequenze cerebrali di circa dieci cicli al secondo) si induce nella persona uno stato di coscienza rilassato.
Scegliendo invece il ritmo
theta avremo uno stato di immaginazione creativa.
Negli Stati Uniti vi è stata una crescente utilizzazione di questa tecnica, come dimostra la grande diffusione che hanno registrato i noti “saloni del cervello” nei quali gli utenti possono servirsi di una varietà di apparecchiature atte a cancellare elettronicamente lo stress causato dal lavoro durante la pausa pranzo o a fine giornata.
Un altro metodo relativo alla sonoterapia chiamato Bio-Acoustics, fu sperimentato da Sharry Edwards la quale riuscì a registrare alcune frequenze sonore emesse dalle persone, frequenze che avevano effetti terapeutici solo sui soggetti che le generavano.
Ancora Nicole La Voie utilizza nastri di frequenze sonore, ideati specificamente per bilanciare ed armonizzare i principali chakra che, come la tradizione indiana ci insegna, sono correlati ognuno a particolari note musicali.


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