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Radiestesia

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Nate come pratiche magico-sacrali agli albori delle più antiche civiltà, la radiestesia e la rabdomanzia sono oggi confermate nella loro validità dalle attuali conoscenze scientifiche

La radiestesia è costituita da un insieme di manifestazioni percettive di tipo chiaroveggente derivate dall'interpretazione dei movimenti di un pendolo; da un punto di vista più squisitamente scientifico, questa disciplina può essere considerata una tecnica mediante la quale vengono captate le onde emesse dai corpi; attraverso l'uso di strumenti adatti come il pendolo, la bacchetta o il biotensore, possono essere prodotti fenomeni di tipo psico-fisiologico che danno origine a risposte convenzionali che, interpretate, permettono all'operatore di individuare la collocazione, la natura, la dimensione e la composizione dei corpi sui quali si effettua l'indagine, nonché di realizzare diagnosi su qualsiasi essere vivente.
La radiestesia è in realtà una scienza che ha stretti legami con la dimensione fisica, quella mentale e quella spirituale e che può quindi essere in grado di effettuare una sorta di connessione tra scienza e spiritualità.

Principi della radiestesia

La radiestesia, come tutte le discipline olistiche, basa la propria efficacia sull’esistenza di sei principi fondamentali. Il principio di unità, secondo il quale tutto ciò che esiste è la manifestazione di una forza creatrice di cui fa parte anche la mente umana: i fenomeni psichici quindi posso avere effetti materiali. Il principio di corrispondenza, derivante dall’armonia strutturale dell’universo, per il quale è possibile comprendere e percepire anche ciò che è al di fuori dei comuni sensi. Il principio di vibrazione in base al quale le infinitesimali particelle che compongono ogni cosa e pensiero sono in costante vibrazione. Il principio di polarità e attrazione: la polarità prevede l’esistenza di opposti, ma ciò è la causa dell’attrazione che può essere fisiologica, psicologica o spirituale (in questi ultimi due casi si parla di risonanza e simpatia). Il principio di genere: il principio attivo maschile e quello passivo femminile sono presenti ovunque in diverse forme. Il principio del ritmo: in tutti i livelli fisico, mentale e spirituale, nonché in ogni cosa, esiste un movimento ritmico che avviene in due fasi, avanti e indietro, dentro e fuori, in continua compensazione.
La contemporanea azione di questi principi è ciò che ci permette di avere una più vasta comprensione dell’universo visto non più solo come funzionamento di meccanismi chimico-fisici, nel quale l’evento vita rappresenta un mero fenomeno casuale, quanto in qualità di un unico enorme essere vivente in cui l’incessante flusso di energia determina il movimento, le vibrazioni e le emanazioni.

Un pò di storia

Al fine di analizzare le origini storiche della radiestesia, è necessario prendere in considerazione la rabdomanzia che rappresenta uno dei più antichi sistemi utilizzati dall'essere umano per entrare in contatto con le forze della natura, ed utilizzarle per il proprio bisogno.
Il vocabolo rabdomanzia deriva dal greco ràbdos la cui traduzione è “bastone” e manteia che significa “ divinazione”. Il rabdomante, per mezzo di una forcella o verga di legno che tiene con entrambe le mani dalla parte superiore dei lati corti, riesce ad entrare in contatto con le fonti e le correnti energetiche, soprattutto quelle telluriche, perciò può percepire la presenza di elementi sotterranei come ad esempio l'acqua, filoni metalliferi, giacimenti minerali. In realtà, la bacchetta rabdomantica è semplicemente un'antenna o un sensore che serve all'operatore per captare i flussi energetici; la vicinanza della sostanza cercata è indicata dalla vibrazione della bacchetta che oscilla nelle mani del rabdomante compiendo movimenti ondulatori. Storicamente, la comparsa dell'uso della bacchetta è datata intorno al 2600 a.C. in Cina ma il suo impiego era sistematico anche nell'antico Egitto.
Dalla rabdomanzia deriva, in quanto applicazione dei medesimi principi, la radiestesia la cui etimologia deriva dal vocabolo greco àisthesis che significa “percezione”, e da quello latino radius la cui traduzione è “raggio”; radiestesia vuol dire quindi “ percezione di energie radianti”. L’unica differenza tra le due discipline consiste nel fatto che nella rabdomanzia si utilizza la bacchetta principalmente per la ricerca dell'acqua, mentre nella radiestesia si impiega il pendolo in un più vasto campo di applicazione.

Gli strumenti

Il mezzo utilizzato per eccellenza nella radiestesia è il pendolo, ossia un oggetto avente un peso variabile tra i 20 e i 40 grammi che, sospeso ad un filo non ritorto, è in grado di muoversi liberamente oscillando o girando. Il radioestesista tiene il filo alla sua estremità tra il pollice e l'indice della mano destra, o della sinistra per i mancini, cercando di tenere la mano ben ferma e avendo la sensazione che il pendolo si muova da solo. I realtà, i movimenti di quest'ultimo vengono causati da micro-impulsi di tipo riflesso generati da risposte inconsce delle quali però l'operatore non deve percepire l'intenzionalità; ossia il radioestesista registra delle reazioni fisiologiche in risposta alla sua interazione con le energie che l'oggetto indagato emana.
Grazie al pendolo, dunque, l'operatore entra in contatto con due diverse sfere: quella riguardante il campo radiante dell'oggetto della sua indagine, e quello inerente alle conoscenze e alle intuizioni contenute nella sua psiche. Si tratta di uno strumento in grado, quindi, di far comunicare l'inconscio con la mente cosciente in modo tale che possa trasmetterle le informazioni che ha percepito e che conosce ma che sono inaccessibili alla coscienza, rendendo palesi, mediante l'amplificazione dei suoi movimenti, le impercettibili vibrazioni riflesse.

Le radiazioni

L’essere umano emette continuamente radiazioni che possono essere percepite da alcuni macchinari sotto forma di colori la cui intensità, luminosità e tonalità è correlata allo stato di equilibrio elettromagnetico del soggetto. Ogni cosa esistente emette questo genere di radiazioni, e ciò fa sì che ci sia una continua interazione ed influenza reciproca dei corpi anche a distanza. La fisica quantistica ci insegna, infatti, che le particelle che costituiscono l’atomo sono energia, dunque si comportano come onde, ossia vibrano. La conseguenza di tale principio è che le particelle subatomiche che compongono la materia non abbiano la caratteristica tipica di quest’ultima, ossia la collocazione stabile nello spazio. Dunque, avviene il paradosso consistente nel fatto che, mentre con i nostri sensi avvertiamo che un oggetto è fermo, in realtà le particelle che lo costituiscono possono trovarsi in qualunque luogo dell’universo: è come se ogni corpo lasciasse tracce di sé continuamente nel cosmo.
Tali impronte possono essere percepite dal radiestesista che si sintonizza su di esse praticando la condizione necessaria del vuoto mentale. Questa tecnica viene effettuata affinché i desideri inconsci dell’operatore non influenzino le risposte evidenziate dal pendolo.

I campi d'indagine

La radiestesia è una disciplina suscettibile di applicazioni su larga scala che vanno dalla medicina alla geobiologia. In effetti tale tecnica può essere utilizzata per qualsiasi questione pratica.
I tre principali campi di applicazione della radiestesia riguardano: analisi diagnostiche su minerali ed esseri viventi (piante, animali, uomini), che possono condurre alla diagnosi di malattie tramite campione o testimone del soggetto esaminato; alla ricerca di persone o animali smarriti (sempre attraverso testimoni); allo studio di esseri viventi in relazione alle loro qualità energetiche. Analisi in situazioni anomale di minerali ed esseri viventi per lo studio di condizioni fisiologiche e psicologiche anormali. Analisi di stati paranormali, emotivi ed affettivi per indagare su sentimenti tra individui, relazioni telepatiche, qualità morali dei soggetti, fenomeni di chiaroveggenza, ricerche a distanza su carte topografiche, teleradiestesia, ossia analisi fatte tramite fotografie.

...e quando le ali del pensiero squarciarono il cielo plumbeo verso la luce, il pendolo iniziò il suo moto, mostrando al mondo l'infinità dell'uomo.


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