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VALENTINA CHIARAPPA INTERVISTA DAVID ICKE

interviste

DAVID ICKE ED IL “RISVEGLIO DEL LEONE”

Una delle più autorevoli voci a livello mondiale dell’informazione alternativa risponde alle nostre domande in uno straordinario incontro e ci svela come l’umanità può liberarsi dalla schiavitù imposta dal gruppo di “potenti”, ricordando la sua natura di infinita coscienza.

di Valentina Ivana Chiarappa

Per la prima volta a Roma, David Icke, giornalista, conferenziere e ricercatore di fama mondiale, noto per i suoi ventennali studi nell’ambito delle vicende storiche segrete e della cospirazione, autore di numerosi testi di grande successo internazionale, ha eccezionalmente concesso una conferenza stampa introduttiva al seminario che ha condotto il 30 aprile scorso nella capitale.
Il seminario, dedicato al suo ultimo libro “Il Risveglio del Leone”, ha appassionato migliaia di spettatori provenienti da varie regioni italiane ed europee, grazie alla tradizionale dovizia e precisione di particolari generosamente rilevati da Icke. L’instancabile lavoro di ricerca e di connessione dei molteplici elementi di indagine e di studio raccolti dal noto ricercatore, ha evidenziato un quadro di manipolazione mentale e di schiavizzazione collettiva che, se ad un primo approccio appare sconvolgente e spaventoso, in realtà svela come solo l’essere umano tramite il raggiungimento della piena consapevolezza della propria natura di coscienza infinita, può scegliere la libertà da quella che l’autore chiama “dittatura globale” e da una realtà mentale illusoria.
David, con estrema disponibilità e schiettezza, ha gentilmente risposto alle nostre domande.

Innanzitutto vorrei ringraziarla per il suo eccezionale lavoro di ricerca che ci aiuta da anni. Come è iniziato il suo percorso di divulgazione che l’ha portata oggi ad essere un personaggio “amato/odiato” così popolare?
Devo dire che questo viaggio è cominciato 21 anni fa e, in realtà, non sapevo neanche dove mi avrebbe condotto. Però provavo la sensazione, derivante dalla mia intuizione, che sarei dovuto andare avanti. Naturalmente da allora, per tanti anni, sono  stato ridicolizzato in tutti i modi possibili ed immaginabili, a partire dall’Inghilterra, per ciò che affermavo e divulgavo. Ma ciò che accade in questi casi è che, se quello che si trasmette ha una sua validità, un suo significato, nessuno riesce a bloccare il processo e se si continuano a ripetere le stesse cose, alla fine prima o poi la gente si accorgerà che ciò che viene affermato ha un senso, una fondatezza. Magari non tutti saranno d’accordo con quello che si sostiene, non me lo aspetto neanche, la mia filosofia è sempre stata: “io vi do delle informazioni che non sono quelle che potreste ottenere dalle fonti mediatiche consuete, fate di queste informazioni ciò che più vi piace”. Ho rispetto assoluto del diritto di ciascuno di non essere d’accordo, di non voler accettare ciò che asserisco perché vado in giro raccontando la mia verità, e quello che le persone fanno delle mie informazioni non mi riguarda, riguarda solo ciascuna delle persone che le ricevono. Siamo pieni di gente che dichiara che solo la loro è la risposta da considerare giusta; li chiamiamo politici, giornalisti, insegnanti, divulgatori, accademici, professori. Li chiamiamo anche sacerdoti, il papa, e l’equivalente di queste figure in tutte le religioni del mondo. Sicuramente ci avvicineremo ad un punto di maturità nel quale le persone riceveranno delle informazioni e potranno decidere in maniera sensata che utilizzo farne.

Cosa pensa dei profondi cambiamenti che stanno coinvolgendo i governi dei paesi del Nord Africa, che essi siano causati da dinamiche geo-politiche o che siano piuttosto correlati ad un processo evolutivo di consapevolezza collettiva?
Dall’inizio del mio viaggio gli eventi nel mondo, includendo anche ciò che sta accadendo oggi in medio-oriente e nel nord Africa, si sono dipanati esattamente nel modo in cui nei miei libri ho dichiarato che sarebbe avvenuto. Questo fenomeno è diventato sempre più evidente con la caduta delle torri gemelle nel 2001 e poi con l’impossibilità di trovare le armi di distruzione di massa. C’è una sensazione crescente, una sensazione collettiva che anima le persone che nasce dal fatto che non ci piace quello che sta succedendo. Che cosa si sta verificando, perché ci sono tutte queste guerre, questi conflitti, perché stiamo invadendo tutti questi paesi? Perché l’economia va a rotoli, perché i cittadini americani stanno vivendo grandi difficoltà? Perché vengono tagliati i benefici della previdenza sociale per le fasce di cittadinanza più bisognose? Anche in America, se consideriamo i costi nascosti delle operazioni militari, le spese sono immense, migliaia di miliardi ogni anno per finanziare le campagne. Tutto ciò non fa altro che aprire le persone alla ricerca di spiegazioni alternative e, quindi, aiuta ad aprire le menti all’esistenza di altre possibilità. Le persone stanno cominciando a varcare il fiume Rubicone, la soglia della comprensione, a rendersi conto e capire che quelle che sembrano apparentemente fazioni di parte, in realtà sono schieramenti controllati dalle stesse forze, dalla stessa rete. Ad esempio i politici, che apparentemente sono schierati contro altri loro colleghi che appartengono ad un altro partito, quando si chiude la tenda, sono in realtà maschere diverse appoggiate sulle stesse facce. Ci sono stati dati alcuni esempi magnifici ed estremi di questa situazione, prendiamo il caso degli Stati Uniti con George Bush e Barack Obama. George Bush era un vero americano, guerrafondaio fino all’osso e si è comportato esattamente per quello che rappresentava, la destra estrema, invadendo vari paesi e bombardando i civili con l’aviazione. Durante il suo mandato c’è stato anche il crollo dell’economia americana seguito dalla caduta dell’economia nel resto del mondo. E la sua risposta attraverso il vice-direttore generale del Goldmann Sacks Postman, che era il segretario del ministero del tesoro americano, è stata quella di rovesciare sopra il sistema bancario una quantità incredibile di denaro e di inondare il sistema mondiale. Ed in quella situazione, come una specie di visione che veniva dal cielo stellato, appare Barack Obama. È difficile trovare un altro politico nella storia dell’umanità che con tanta veemenza e con tanto calore abbia dichiarato di essere a favore del cambiamento. Un uomo diverso, un uomo che avrebbe davvero cambiato le cose, un uomo che si batte per il popolo. Durante la campagna elettorale di Obama ho viaggiato tantissimo in America ed ho fatto irritare parecchia gente dichiarando che questo signore costituisce una fregatura tremenda, che è controllato esattamente dagli stessi personaggi che controllavano Bush e che non sarebbe cambiato un bel niente, che avrebbe continuato a gestire le cose esattamente come sempre. Ed in effetti, due anni e mezzo dopo, questa storia sta diventando evidentemente palese; la gioia della luna di miele di un presidente americano non è mai durata tanto poco come questa volta, se consideriamo il vertice altissimo da cui era partito il gradimento degli americani. Naturalmente, non si può emanare il verdetto finale perché il processo non è ancora concluso ma bisogna ricordare che ha continuato in tutte le maniere ad affermare che non sarebbe stato come Bush e in realtà, poi, ha votato costantemente a favore di tutte le campagne militari al campidoglio. Porterà via tutti i ragazzi dall’Iraq: ci sono ancora 50.000 soldati americani in Iraq solo che li chiamano soldati che non combattono. Gli edifici dell’ambasciata americana in Iraq sono stati ristrutturati, la costruzione è gigantesca perché nessuno ha la minima intenzione di andare via dall’Iraq, anzi è stato anche aumentato enormemente il numero di unità presenti in Afganistan, e la sua prima decisione, quando è salito al potere, è stata quella di non esprimersi a favore dei bombardamenti di aerei senza equipaggio in Pakistan. Ma alla fine ci sono stati centinaia di civili uccisi da bombardamenti operati da aerei telecomandati a distanza da militari che si comportavano come se stessero giocando al computer. Inoltre, scopriamo che l’America accetta di partecipare anche ai bombardamenti sulla Libia. E quindi abbiamo qui un signore che più di ogni altro politico nella storia dell’umanità ha dichiarato di essere diverso ma che ha semplicemente continuato e contribuito ad operare come è sempre stato fatto. L’esempio dell’America lo possiamo verificare in tutti i paesi del mondo perché si tratta di un modello che viene applicato ovunque.
Il partito repubblicano negli Stati Uniti durante il mandato di George Bush era rinomato per essere controllato dietro le quinte da un gruppo che veniva denominato “neocon” o neoconservatore. Ma c’è anche un gruppo che sta dietro il partito democratico denominato “democon”. Abbiamo personaggi come Zbigniew Brzezinski
, che era stato il consigliere per la sicurezza di Jimmy Carter, George Soros, finanziere arcimiliardario che manipola i movimenti rivoluzionari nei vari paesi, Rahm Emanuel che è stato consigliere di Obama prima di diventare sindaco di Chicago. Dunque, in definitiva i “neocons” e i “democons” rispondono allo stesso capo e non è perciò importante qual’é il partito al potere perché “loro” sono sempre al potere, questa è la ragione per cui non cambia niente. C’è una ragione ben precisa per cui in tutti i paesi del mondo il sistema politico è organizzato in partiti. Ma vogliamo davvero credere che in un mondo popolato da sette miliardi di individui l’unico modo per organizzare la politica sia per partiti così stretti? Non potremmo scegliere una persona per la sua decenza, la sua dignità, la sua integrità, invece che andare a votare per i partiti politici proprio come continua ad accadere in tutti i paesi del mondo? La ragione per la quale abbiamo questi partiti politici è perché la struttura è una piramide: se siete in “pochi” e volete controllare i “tanti” è essenziale avere una condizione, ossia la centralizzazione del potere. Più il potere decisionale ed il potere del governo è accentrato, più è facile per i pochi avere potere sui tanti. La diversità è il peggior incubo del tiranno: se potessimo votare per una persona e sceglierla, questo creerebbe una diversità sul piano politico, ed è l’ultima cosa che vogliono, per questo costruiscono la struttura chiamata partito che è una piramide. Da ciò consegue che se vuoi fare il politico, andare in parlamento, avere una possibilità o speranza di essere eletto, devi avere alle spalle un partito; dovrai essere scelto da un partito per poterti candidare a nome di quel partito e per far questo bisogna in qualche modo accontentarlo in maniera da poter essere scelto. Ciò vuol dire che dovrai dire quello che loro vogliono che tu dica ed esprimere quello che loro vogliono che tu esprima e alla fine sarai eletto. Ma se vuoi far carriera nel partito e diventare un membro del governo, dovrai sforzarti per tutta la durata della tua carriera politica di accontentare coloro che stanno ai vertici del partito a cui appartieni; non verrai mai scelto per far carriera nel partito se i vertici pensano che in qualche modo pianti grane. Tutte le grandi organizzazioni internazionali, multinazionali, mass-media, organizzazioni politiche, sono costruite su modello piramidale.È sufficiente controllare la vetta, la punta di quella piramide per poter controllare a cascata tutto il resto della struttura. In questo modo, potendo controllare tutti i livelli successivi della piramide è facile controllare chi sta nei vari partiti e decidere quali saranno gli esiti che si potranno ottenere. Se c’è una situazione nella quale ci sono due partiti che hanno entrambi la possibilità di prendere il potere al governo, è sufficiente accertarsi che il partito che questa volta non si vuole perché è l’altro il favorito, trovi un leader che sia considerato ineleggibile o che viene messo alla berlina per degli scandali o storie del genere. In questo modo si edifica un sistema per cui anche se non si vuole, anche se non ci piace, votiamo per alcuni perché gli altri sono peggio. Questa è la manipolazione della scelta che ci fa illudere di poter cambiare la realtà e fare la differenza, ma nonostante il fatto che ci convincano che il nostro voto ha un suo rilievo, una sua importanza, in realtà esprimiamo costantemente una preferenza per una maschera che sta su una faccia e quindi il nostro voto non conta nulla.

È possibile secondo lei realizzare una similitudine tra l’ipotesi affermata dalla tradizione indù secondo la quale la coscienza umana deriverebbe dal distacco dalla coscienza universale, e gli insegnamenti di “Un corso in miracoli” che parlano di un unico figlio di Dio che allontanatosi da suo padre avrebbe dimenticato la sua divinità?
Questo è l’argomento fondamentale di ciò che concerne la cospirazione che rende schiavo il mondo. Quando ho cominciato 21 anni fa, non avevo idea di dove sarei andato a parare, in Inghilterra si dice: “segui la strada che ti porta alla tana del coniglio”. Mettendo tutti i pezzi insieme mi sono accorto che un pezzo mi avrebbe portato a quello successivo. Fino ad oggi ho visitato 55 paesi occupato nella mia ricerca, ad un certo punto è stato chiaro che, per riuscire a capire che cosa sta accadendo e cosa c’è dietro, era necessario approfondire un enorme numero di argomenti. Sono andato a rivedere tutti i vari episodi di manipolazione della guerra, degli scandali, delle rivoluzioni, la storia di quello che stava accadendo, ed è ciò che faccio ancora oggi. Così mi sono reso conto che stavo gradualmente scivolando sempre più nella tana del coniglio; questo viaggio continua ed arriva a profondità sempre maggiori ma il coniglio non l’ho ancora trovato. Finora il punto di comprensione più importante che mi ha chiarito notevolmente il quadro di insieme riguardo a quanto sta accadendo oggi, è proprio approfondire temi come la natura di ciò che siamo, chi siamo e cosa siamo: nella nostra forma infinita siamo coscienza e consapevolezza. Se leggiamo i numerosissimi racconti di coloro che hanno avuto esperienze di pre-morte, essi parlano esattamente di ciò, i temi in comune fra tutte queste persone sono davvero straordinari. Uno degli elementi condivisi in questi eventi è la sensazione di una coscienza enormemente espansa nel momento in cui ci si allontana dal proprio corpo e la percezione di livelli multipli di consapevolezza e di esperienza che avvengono nello stesso momento in modalità che erano assolutamente impensabili in quello che noi chiamiamo “corpo fisico”. A tal proposito mi è accaduta una cosa interessante circa tre anni fa: ero nella vasca da bagno e nella mente sono comparse una serie di immagini. Tutto è iniziato con una sensazione di energia estremamente fluttuante che secondo me è un’immagine simbolica, che ho già visto altre volte, di ciò che è la coscienza. In questo campo di energia di coscienza è apparso un occhio dal quale è scaturito un telescopio, dall’altra parte del telescopio è comparso il mondo così come lo vedo ogni giorno, infine il telescopio si è trasformato in un corpo umano.Quindi il corpo non è altro che un veicolo che ci consente di sperimentare una gamma di frequenze che noi chiamiamo “questo mondo”. Quando ci guardiamo intorno riteniamo di essere in grado di poter vedere tutto ciò che istintivamente possiamo percepire nello spazio che ci circonda, ma di fatto ciò che noi possiamo vedere è una gamma di frequenze che ricade in ciò che viene definito la luce visibile che riusciamo a decodificare attraverso il nostro corpo. Ciò fa si che tutto quello che noi chiamiamo mondo non sia altro che una stazione televisiva olografica. Consideriamo la versione analogica della televisione, la sua versione in frequenza, o quella delle stazioni radio, queste frequenze sono compresenti condividendo lo stesso spazio, ma non si sovrappongono mai, non interferiscono le une con le altre perché viaggiano su lunghezze d’onda differenti. Dunque, quando attraversiamo e siamo parte di questa gamma di frequenze olografiche, esistono anche altre dimensioni, altre frequenze, altri sistemi che sono contemporaneamente presenti in questo spazio che ci circonda. La consapevolezza e la coscienza ci permettono di sperimentare questi mondi e di interagire con loro. Ma come pura coscienza noi non siamo in  grado di fare l’esperienza terrena, perché la risonanza e la frequenza della coscienza hanno una distanza enorme dal mondo che noi vogliamo sperimentare. Io non potrei mai tenere in mano questo microfono se fossi pura coscienza, ho bisogno di un guscio, di un veicolo esterno che abbia la stessa frequenza di questa materia per potervi interagire. Nei mei libri e nei miei incontri, come quello di sabato prossimo qui a Roma, tendo a sottolineare questo aspetto, ovvero la differenza che c’è fra ciò che viene chiamato il “corpo-mente”, grazie al quale possiamo interagire con la realtà, e la “coscienza” che invece ci pone in grado di fare quell’esperienza di consapevolezza superiore che ci consente di avere una visione d’insieme più ampia di ciò che accade. In un mondo ideale avremmo bisogno di tutte e due queste dimensioni. Quindi, per usare una terminologia biblica, fisicamente ci troviamo in questo mondo, ma non siamo di questo mondo rispetto al modo in cui riusciamo ad osservarlo. Approfondendo la visita nella tana del coniglio mi sono reso conto che la radice della schiavitù umana è la disconnessione del “corpo-mente” dalla “consapevolezza” e quindi da un più alto livello di influenza sulla nostra capacità di leggere gli eventi. Ne consegue che ci ritroviamo essere “del mondo” e “nel mondo”, questo è un fenomeno di importanza fondamentale per il controllo delle masse, in quanto è impossibile sottoporre ad esso quel tipo di consapevolezza elevata, mentre invece la piccola consapevolezza del corpo-mente è facilissima da controllare. Se osserviamo obiettivamente ciò che accade oggi e ciò che è accaduto nella storia dell’umanità, la consapevolezza del corpo-mente è quella che ci ha caratterizzato nella maggior parte dei casi. Quando non riceviamo un’ispirazione e non ci arriva l’intuizione dettata dalla nostra coscienza superiore, dove dobbiamo cercare l’informazione per tentare di comprendere chi siamo e dove siamo, cosa sta succedendo nel mondo e gli eventi quotidiani? Andiamo a guardare là fuori, ma lì il controllo è nelle mani delle famiglie che sono proprietarie dei media, del sistema bancario, delle multinazionali e che dettano come deve essere strutturato il sistema dell’istruzione in tutto il mondo. Oppure andiamo a guardare ad un’altra apparente alternativa, per cercare di ottenere un altro modo per comprendere chi siamo, perché siamo, dove siamo, questo sistema si  chiama religione. Per individuare l’essenza della religione uso volentieri il termine “blueprint” che vuol dire impronta, matrice, perché si tratta di un’impronta che si ritrova ovunque. Oltre a quella della politica globale, di cui abbiamo già parlato, esiste l’impronta, la matrice della religione, non fa nessuna differenza che sia musulmana, cristiana, induista, ebrea. Ci sono persone che si riconoscono in una certa religione e poi c’è una gerarchia che si frappone fra la gente ed un presunto creatore di vita, questa gerarchia decide, detta e comanda ciò che questo apparente creatore vuole che si faccia. La matrice globale del messaggio che ogni forma di religione vuole trasmettere è: “tu, essere umano, sei laggiù piccolo piccolo e attraverso me che sono un po’ più grande, ma non tanto, dovrai fare quello che dice quello grande grande lassù”.
Ed allora l’individuo si chiede come può sapere ciò che il Signore lassù vuole che lui faccia. Ma può stare tranquillo: glielo diranno quei signori vestiti di nero; questo è il motivo per cui l’umanità finisce per vivere in modo disorganizzato, sempre più stressato, allucinato ed incosciente. Il primo passo fondamentale che viene indotto dal sistema consiste nel disconnettere completamente il corpo incarnato dal livello superiore di coscienza, ed in seguito, questi corpi incarnati vengono programmati ed istruiti secondo una serie di imposizioni che sono quelle che più convengono ai pochi che comandano. Prima di tutto si vuole che tutti noi abbiamo delle convinzioni rigide, non è tanto rilevante che si tratti di una fede in un determinato partito politico o in una specifica religione o nell’ateismo, che è mancanza di religione. Ciò in quanto, quando nutriamo una fede rigida in qualche cosa, da un punto di vista vibrazionale costruiamo un atteggiamento nella nostra mente.
Al centro di questa enorme rete globale sta seduto il ragno che conosce molto bene come funziona la realtà e come noi procediamo per interagire con essa. Il ragno controlla tutte le fondamenta di quella che noi abbiamo il coraggio di chiamare “scienza” per essere sicuro che noi non scopriamo mai perché ci trasmettono le informazioni che ci vengono propinate. Negli esperimenti svolti nell’ambito della ricerca scientifica, si è visto con chiarezza che ogni qualvolta si nutre una convinzione rigida, i neuroni del cervello si attivano con una certa conformazione. Questo evidenzia la manifestazione elettrica di una profezia che si autodetermina: quello che credi è ciò che vedi e quello che vedi è ciò che sperimenti. Quando l’individuo sente di essere misero e totalmente impotente, vive una vita di una persona sciagurata che non ha nessun potere, non perché non abbia potere ma perché crede di non averne. L’idea è proprio quella di farci sentire impotenti in maniera che noi non decidiamo mai di usare il potere che invece possediamo. Questa è la ragione per cui ciò che noi chiamiamo religione o scienza (non c’è molta differenza) lavorano semplicemente per imporre convinzioni rigide su persone che hanno diversa mentalità, modi, culture ed origine.
Utilizzando questo metodo hanno messo in schiavitù le menti di miliardi di persone e questa è la ragione per cui dobbiamo uscire da questo modo di percepire la realtà che è basato soltanto sui cinque sensi. Dobbiamo renderci conto che siamo coscienza che sta facendo un’esperienza ma che non siamo quell’esperienza, questa è l’unica via d’uscita da questa prigione della mente ed è qualcosa che sta succedendo in tutto il mondo. Quello che tutti noi stiamo sperimentando costituisce il più grande risveglio che si sia mai visto in tutta la storia dell’umanità. Con il senno di poi potremmo renderci conto che questa sorta di esplosione, di controllo quasi orwelliano, che ci sta assalendo tutti, non ha altro, come scopo principale, che quello di difendere questo sistema di manipolazione dal più grande risveglio delle menti e delle coscienze che si sia mai visto nel cammino del genere umano.
Stiamo per entrare in un periodo di accadimenti enormemente straordinari di cui siamo già attualmente testimoni. Basta guardarsi intorno e vedere cosa sta accadendo nel mondo: una forza irresistibile che sta richiamando tutta l’umanità a risvegliarsi alla sua vera identità per arrivare faccia a faccia con quello che fino ad oggi abbiamo considerato un sistema di controllo imbattibile ma che, in realtà, non lo è.

È possibile, a suo parere, che il sistema di controllo utilizzi anche particolari tecnologie per schiavizzare il genere umano?
Si cerca di spingerci dentro uno stato mentale di paura e di sottomissione che non fa altro che chiuderci e renderci sempre più soffocati. E lo stiamo vedendo accadere nel mondo oggi: sempre più guerre, collasso delle economie globali al punto che le persone stanno cominciando a domandarsi se potranno sopravvivere economicamente, disastri come quello del Giappone. E non crediamo che siano disastri che non possono essere provocati con la tecnologia, lo possono eccome: si tratta di tecnologie come quella applicata nell’ambito dell’HAARP che stanno sperimentando in Alaska che ha lo scopo di diffondere nell’atmosfera di tutto il pianeta onde radio di potenza straordinaria che poi rimbalzano sulla Terra. Tale tipo di tecnologia è in grado di provocare terremoti e variazioni climatiche estreme e negli anni ‘90 questo è stato anche evidenziato in alcuni documenti ufficiali dell’Unione Europea. Ma quello attuale è un momento di incredibile trasformazione per l’umanità in quanto il numero di persone coinvolte in questo risveglio sta crescendo in maniera esponenziale. L’umanità sta risvegliando in sé la capacità di riconoscere al suo interno ed al suo esterno situazioni che in passato non riusciva a cogliere e, quindi, il sistema di controllo viene sempre di più messo all’angolo. Procedendo in questo modo, tutto è possibile perché il potere vero fino ad oggi non ha ricevuto sfide che fossero davvero convincenti.

Cosa pensa di quello che viene chiamato da qualcuno l’”Inganno della Green Economy”?
Ci arriviamo per gradi. Ci sono due tecniche fondamentali di manipolazione che dobbiamo conoscere perché avendone consapevolezza diventerà più difficile manipolarci. La prima l’ho chiamata già parecchi anni fa “soluzione di reazione al problema”. La cosa funziona così: si vuole cambiare il mondo ad un certo livello, se proponiamo il modo che abbiamo in mente per risolvere la specifica questione, sappiamo già che ci verrà offerta una resistenza pubblica fortissima, come ad esempio, se si afferma che è necessaria più sorveglianza, più repressione e più controlli sulla gente per capire i dettagli della questione che ci interessa. Quindi, semplicemente, la proposta non viene fatta in maniera diretta e, dunque, nel primo stadio si procede creando il problema: un attacco terroristico, un problema ambientale, qualunque cosa che provochi paura e disordine. A quel punto, attraverso una campagna massiccia di stampa e dei media, si tende a diffondere tra la gente la versione dei fatti che noi vogliamo, per esempio la storia di Bin Laden che prima era nel libro paga della CIA e poi avrebbe orchestrato la vicenda delle Torri Gemelle. La seconda fase è la reazione di paura, di disperazione, di stress che si riesce a scatenare nell’opinione pubblica. È una reazione del tipo: “ bisogna fare qualcosa”, oppure “hanno detto di fare questo”, “non mi piace ma non ci sono alternative, altrimenti non ne usciamo fuori”. In questa fase, coloro che hanno creato il problema per indurre la reazione propongono esattamente la soluzione che avevano in mente e che non sarebbero riusciti mai a far passare se l’avessero proposta in prima battuta. In tal modo riescono ad imporre quello che è il loro interesse, cioè maggior controllo, maggiore repressione, ecc. Ho appena descritto l’11 settembre oppure la prima o la seconda guerra mondiale oppure la crisi finanziaria del settembre 2008. Se lo status quo funziona per come è, risulta molto difficile realizzare cambiamenti, quindi bisogna costantemente creare degli shock che dimostrino che lo statu quo non funziona più, in modo da poter apportare i correttivi che non fanno altro che seguire il piano. Esiste anche un’altra versione della tecnica di manipolazione che non si basa sulla creazione del problema, ma su quella della percezione del problema stesso ed all’opinione pubblica che avverte questa sensazione si offre una soluzione alla percezione. Ad esempio la questione delle armi di distruzione di massa in Iraq è stato un problema inventato utilizzato per giustificare l’invasione di un paese e bombardamenti massicci. In questo contesto si inserisce la storia del riscaldamento globale. Nessuno ha mai potuto dimostrare che le temperature erano più ridotte all’inizio del secolo, e siccome poi esse non sono aumentate in maniera rilevante non hanno più potuto chiamare lo pseudo-fenomeno con l’appellativo di “riscaldamento globale” e l’hanno dovuto rinominare “cambiamento del clima”. In questo periodo il ciclo solare si sta spostando verso un’altra epoca di aumento di temperatura: a seconda del ciclo solare il riscaldamento si accresce o diminuisce. C’è da aspettarsi che la prossima volta che ci sarà un picco di temperature verso l’alto si smetterà di nuovo di parlare di “cambiamento climatico” e si recupererà la definizione di “riscaldamento globale”. Negli ultimi 21 anni ho imparato una cosa della quale sono davvero sicuro: quando c’è qualcosa che coinvolge un sistema intero vuol dire che è un inganno. Se c’entra Al Gore, da qualche parte c’è una grande fregatura. A parte il fatto che se non ci fosse un effetto serra provocato dal Sole non ci sarebbe neanche vita sul pianeta Terra (e ciò vale anche per l’anidride carbonica che oggi stiamo demonizzando), analizzando i diagrammi relativi alle tabelle dei gas serra, osserviamo che ce n’è uno che possiede un livello altissimo rispetto agli altri, al quale viene attribuito il 97% della responsabilità dell’effetto serra. Sulla scorta di tutti gli articoli di propaganda che sono stati scritti in questi ultimi anni ci aspetteremmo che questo gas dall’effetto più esorbitante sia l’anidride carbonica. E invece no, è il vapore acqueo e le nuvole, dunque, forse dovranno imporre una tassa sul fenomeno della condensazione! Nelle stesse tabelle c’è una piccola colonna che rappresenta l’anidride carbonica; la maggior parte di questo gas che viene chiamata in causa è in realtà anidride carbonica che esiste in natura e che non è quindi creata dalle attività umane. Un migliaio di anni fa le temperature sul pianeta erano ben più elevate di quanto non lo siano oggi, si tratta del periodo di riscaldamento del “medioevo caldo”. Che cosa lo ha provocato? Non certo i motori a turbina! Dunque emerge con chiarezza il fatto che i dati sono stati sistemati per cancellare la memoria di questo periodo di riscaldamento medioevale allo scopo di disegnare dei diagrammi che mostrassero il presunto attuale picco di riscaldamento. Questa è la ragione per cui Al Gore non incontra volentieri gli esperti del settore che affermano che questa demonizzazione del tema dell’anidride carbonica in realtà è un non-senso. La matrice “problema-reazione-soluzione” viene utilizzata da società segrete che in ogni paese fanno capo alle famiglie che controllano il programma di marcia. C’è un nucleo centrale in questa rete nel quale si trova il quartier generale da cui partono tutte le istruzioni e le politiche globali che vengono distribuite nei vari paesi.
Nel momento in cui si riesce ad inventare un problema globale oppure se ne crea la percezione, le consociate nei diversi paesi si daranno da fare per introdurre la soluzione a questo finto problema globale. In tutti i paesi del mondo vengono applicate le medesime tecniche allo scopo di modificare la vita della società per rispondere ad una minaccia orchestrata ad arte. Uno dei filamenti che compongono questa rete è il “Club di Roma” creato nel 1969 di cui uno dei fondatori è Aurelio Peccei che nel ‘91 ha scritto un documento dove si parlava già di riscaldamento globale. Attualmente in tutto il mondo, in nome dell’enorme minaccia inventata del terrorismo sono state represse, eliminate, limitate libertà fondamentali dell’uomo. C’è un’altra tecnica di manipolazione delle coscienze che funziona in parallelo a questa soluzione dei problemi creati che si chiama “autoritarismo in punta di piedi”. Funziona così: tu ti trovi al punto A e sai che devi portare il mondo al punto Z, sai anche che se decidi di arrivare fino a Z procedendo a grandi balzi, il cambiamento sarà talmente evidente ed improvviso che anche chi è addormentato si sveglierà e si accorgerà che sta succedendo qualcosa. Quindi si decide di procedere a passi abbastanza lunghi, ma non troppo, per non fare eccessivo rumore. L’Unione Europea è stata appena descritta. Le zone di commercio libero sono importantissime perché creano posti di lavoro ma nel 2011 la Commissione Europea ha cambiato completamente passo e si è trasformata in una specie di Soviet Bureau. In questa organizzazione ci sono poche persone radunate in un circolo che detta legge su tutta l’Europa e c’è la Banca Centrale Europea che impone decisioni alle istituzioni finanziarie europee. La situazione è talmente pazzesca che questo piccolo gruppo di burocrati riesce addirittura ad imporci se dobbiamo consumare cibo e alimenti geneticamente modificati, programmati per indurre modificazioni genetiche all’interno degli esseri umani e ad obbligarci all’uso di lampadine che consumano meno elettricità per salvare il pianeta. Queste lampadine sono molto pericolose una volta che si rompono, ed attraverso diversi tests ed esperimenti è stato dimostrato che (sul mio sito ci sono le informazioni) diffondono nell’ambiente sostanze chimiche pericolose. Alcuni scienziati affermano che è nocivo stare a lungo vicino queste lampadine e ci sono già stati casi di persone che si sono ammalate per la contaminazione che producono. Immaginate miliardi e miliardi di lampadine che contengono mercurio e che ad un certo punto dovranno essere immesse nei rifiuti. Dal 2012 anche il governo americano ha decretato che occorrerà sostituire completamente tutte le lampadine tradizionali e non ci sarà possibilità di scegliere fra le nuove e le vecchie. Ho imparato che quando c’è qualcosa che è completamente demenziale e stupida ma che continua ad essere spinta e proposta contro ogni logica è perché fa parte dell’ordine del giorno di questi personaggi. Tali lampadine servono esattamente a questo scopo; scopriremo prima o poi che provocano una qualche repressione chimica ed elettromagnetica negli individui.
Il corpo umano è un organismo bioelettrico che, in uno stato di equilibrio elettrochimico, sta in buona salute fisica ed in stabilità mentale ed emotiva. Una destabilizzazione elettrica o magnetica provoca conseguenze negative a livello fisico, mentale ed emozionale, come ad esempio, quando si assumono determinati farmaci oppure quando i bambini ingurgitano alimenti zeppi di sostanze chimiche di tutti i tipi, o anche quando si attraversano campi elettrici o elettromagnetici  che interferiscono con l’equilibrio del nostro organismo. Immaginate quali conseguenze può avere il fatto che un numero enorme di abitanti europei e statunitensi sia costretto ad adottare nelle proprie abitazioni sistemi di illuminazione che provocheranno conseguenze dannose a livello fisico, mentale ed emozionale, in particolare, su alcuni individui più predisposti rispetto ad altri, ed i problemi derivanti dalla collocazione di tali lampadine nei rifiuti una volta non più utilizzabili. Tutto questo è dettato da un manipolo di persone che sono state completamente sottomesse. Quanto dobbiamo essere disposti a subire in questa maniera prima di dire basta?

Quanto il generale sistema di controllo delle menti umane può essere portato avanti senza che l’umanità ne sia consapevole, o lei prevede che il periodo attuale possa davvero rappresentare un momento di risveglio?
Qualcuno mi chiede cosa possiamo fare, domanda interessante! Le persone che elaborano le politiche sono ricchissime, le persone che invece sono costrette a subirne le conseguenze sono miliardi. E allora la risposta forse è già stata data: piramide, quando guardiamo una piramide e cerchiamo di capire in che punto è il maggior grado di potere, istintivamente portiamo lo sguardo verso la punta della struttura. Ma che cosa tiene coloro che sono lassù? Il resto della piramide, ovvero noi. Siamo noi che costruiamo consenso con la nostra acquiescenza, la nostra accettazione per ciò che è stato costruito.
Durante il seminario metterò insieme una serie di punti che per ora sono stati solo accennati in modo tale che pezzi apparentemente scollegati tra di loro si riuniscano in un unico quadro d’insieme. Cosa sono le fedi e le convenzioni rigide nella politica e nei sistemi religiosi? Si  tratta di sistemi di faglia accuratamente progettati per mantenere separati i vari elementi che compongono la società, ponendoli gli uni contro gli altri per impedire che si trovino d’accordo. L’unico modo in cui i pochi possono continuare a dettare legge ai molti, nella misura in cui lo stanno facendo, è l’acquiescenza, la paura di esprimere se stessi in qualche modo, la paura dell’autorità e quindi far si che ciascuno di noi sia messo contro l’altro agendo sulle linee di separazione che sono legate al credo, alla religione, al partito politico, alla preferenza, al reddito, alla fascia sociale. E siamo tutti talmente impegnati a combatterci, a competere, a farci la guerra, a dimostrare che siamo gli uni migliori degli altri che non riusciamo a trovare il tempo di vedere che ciascuno di noi è legato a dei fili come un burattino. Dunque, ciò che dobbiamo fare è lasciare da parte le cose che artificiosamente sono state costruite per separarci e dividerci e renderci conto che siamo tutti nella stessa barca. Questa non è una cospirazione rivolta ad isolare gli ebrei, i cristiani, i musulmani, gli appartenenti alla classe media americana, questa è una cospirazione per rendere schiavi tutti noi, cospirazione che può avere successo soltanto se noi continuiamo ad essere acquiescenti e ad accettare. Ci sono molti focolai di protesta oggi nel mondo e ciò va bene perché è un modo per esprimere i sentimenti delle persone, ma non si tratta di una vera minaccia che impaurisce il sistema di controllo il quale, infatti, è riuscito a manipolare le persone che manifestavano in strada. Lo stiamo vedendo in medio oriente e nel nord Africa perché, come ho scritto anni fa, il sistema, l’establishment vuole che ci siamo delle rivolte massicce con un enorme numero di persone proprio in questa parte del mondo per ragioni che spiegherò durante il seminario. Quindi se tutti noi uscissimo in strada per protestare e poi ce ne tornassimo a casa e continuassimo a fare sempre le stesse cose, avremo forse scaricato un po’ di rabbia e di frustrazione, ma non avremo cambiato nulla. Un milione di persone hanno manifestato per le strade di Londra contro l’invasione inglese dell’Iraq, prima che succedesse, ma alla fine, l’Iraq è stato invaso. Ciò che fa paura al controllo non è una protesta di massa che non conduce a cambiamenti, ma il fatto che le persone smettano di obbedire a leggi che sono deliberate soltanto per tenerci in schiavitù e se continuiamo a pensare che è importante osservare le leggi perché sono state approvate dal parlamento, riflettiamo sul fatto che quando siamo andati a votare abbiamo scelto alcune maschere che sono tutte sulla stessa faccia. Le maschere durante la campagna elettorale ci hanno raccontato che faranno determinate azioni ma quando vengono elette e sono al potere finiscono per farne altre e non c’è un contratto per il quale chi ha promesso in campagna elettorale di fare alcune cose è tenuto poi a farle. Nel momento in cui continuiamo a credere di dover ubbidire ad una legge che è stata approvata dal parlamento facciamo il loro gioco. Dobbiamo riprenderci il nostro potere ed affermare che saremo disposti ad osservare le loro leggi nel momento in cui esse saranno emanate nel rispetto della dignità, dell’eguaglianza, dei diritti dell’umanità. Laddove tali leggi attaccano le libertà fondamentali degli esseri umani e servono solo a togliere altri soldi a chi è povero per arricchire chi è già ricco, come le banche, noi non dobbiamo essere pronti a cooperare. Oggi in tutto il mondo ci sono milioni di persone che sono state buttate fuori dalle loro case dalle banche perché non possono più permettersi di pagare il mutuo in quanto hanno perso il lavoro. Quale attacco peggiore si può immaginare di questo? E le persone cosa fanno? Abbandonano le loro case; se esse riuscissero a rimanere dove sono e rifiutarsi di essere sfrattati dalle banche, il sistema non riuscirebbe a gestire il numero enorme di tutti coloro che si ribellano. Quindi, la cosa importante è cominciare ad organizzare gruppi di sostegno che siano in grado di coordinare questo enorme sforzo coerente pacifico non violento di interruzione del rispetto delle leggi. Non abbiamo bisogno di combattere per la libertà e per la pace, nel momento in cui lottiamo contro qualcosa diventiamo quella cosa, quindi se abbiamo un atteggiamento violento il sistema è giustificato nel risponderci con violenza. Invece, la cosa a cui il sistema non è capace di rispondere perché non riesce a gestire i numeri, è l’idea di smettere insieme in massa di cooperare con questi sistemi ingiusti. Quando cominceremo ad agire in questo senso rimarremo scioccati nel renderci conto di quanto è enorme il potere che abbiamo per ribellarci, incredibilmente più grande di quello che pensavamo di avere. Osservando i numeri delle persone coinvolte, ci rendiamo conto che il potere di controllo del sistema nei confronti dell’umanità è soltanto rafforzato dalla percezione che l’umanità ha che ci sia qualcuno capace di controllarla, è un gioco della mente e quindi l’unico modo in cui pochi riescono effettivamente a controllare un numero così enorme di persone è manipolando la percezione che queste ultime hanno del proprio potere e della capacità di cambiare le proprie vite. La ragione per cui ci vogliono tenere incollati a questa falsa identità dell’”io poverino” che ha così poco potere è soltanto perché nel momento in cui la massa delle persone accetta questa lettura della propria identità, i pochi riescono a controllare i tanti. Un’altra considerazione che conferma questa sproporzione numerica è che costoro sono talmente pochi che devono costantemente reclutare dalla popolazione che vogliono controllare, persone che indossino il vestito grigio o la divisa per imporre la volontà decisa dai pochi. La rete delle famiglie delle società segrete che gestiscono il sistema finanziario delle banche, delle multinazionali e dei media, hanno tanti di quei soldi che non riuscirebbero a spenderli neanche in duecento vite, quindi la ragione per la quale continuano a fare ciò che fanno è perché amano il controllo. Quello che dobbiamo fare è imparare a capire cosa sta succedendo, agire tutti all’unisono, dimenticarci delle separazioni che ci dividono. Siamo arrivati alla fine della schiavitù dell’umanità, ci stiamo risvegliando, noi siamo la generazione, soprattutto i più giovani, che comincerà a vedere un’intera era di controllo dell’umanità arrivare al termine. Le sfide per i prossimi 2 o 3 anni saranno enormi perché tutto ciò non accadrà facilmente, più lasceremo cadere quello che ci separa e più rapidamente arriveremo alla fine di quest’epoca. Il resto arriverà da solo perché se il controllo dell’umanità si basa sul principio del “divide et impera”, smettendo di essere separati non saremo più controllati. Grazie.

Grazie a lei, David,  per questo eccezionale incontro.


David Icke, giornalista, autore e conferenziere, dopo rilevanti esperienze professionali presso la BBC ed altre autorevoli testate, svolge da circa vent’anni attività di ricerca e studio nel settore della cospirazione globale, offendo una soluzione spirituale alla manipolazione della razza umana, di cui tratta nei suoi numerosi libri quali: “E la verità vi renderà liberi”, “Il Segreto più nascosto”, “Io sono me stesso, io sono libero”, Figli di Matrix”, ecc.

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